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La simil-fatwa del ministro degli esteri vaticano contro il Ddl Zan è un siluro contro Bergoglio

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di G.G. #LGBTIQA+

Stiamo forse scoprendo, grazie alla missiva pre-teocratica da Oltretevere consegnata brevi manu nei giorni scorsi, che l’attacco al Ddl Zan sotto forma di ricatto e di tante bugie su una legge che tutto dice fuorché ciò che traduce il vaticano coi suoi emissari dentro e fuori le sacre mura, è un potente siluro a Bergoglio?

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Basterebbe poco per salvare Bergoglio e cavoli, se proprio quello fosse l’obbiettivo. Basterebbe rispondere come rispose Zapatero alle potentissima, e ancora più conservatrice, Conferenza Episcopale Spagnola (CEE) quando si opposero ferocemente alla Legge contro il matrimonio egualitario: “Quando i vescovi saranno Ministri decideranno delle questioni interne dello Stato. Fino a quel momento decide il Parlamento”.

Il buon Romano Prodi, non ancora silurato (e giubilato) dai cento del PD che non lo vollero al Quirinale, ebbe un brivido freddo e si affrettò a dichiarare, rispetto alle legittime richieste della popolazione LGBTIQA+ italiana “Non possiamo micca zapaterizzare l’Italia”. E chiuso l’argomento.

Essendo l’Italia una Repubblica fondata sul lavoro e non sulla religione, altrimenti sarebbe una teocrazia, essendo la religione una fede e non una legge, se non per i credenti e nonostante i sogni dei prelati d’Oltretevere; essendo che gli accordi con lo Stato italiano sono accordi tra una confessione religiosa che è anche niente affatto casualmente e non sappiamo fino a quando uno stato straniero dentro il territorio italiano. E uno stato straniero non dovrebbe mai entrare negli affari privati di un altro stato. A meno che non sia ispirato da Putin o da ideologie illiberali. E ci sono altre confessioni religiose che hanno firmato un’intesa con lo Stato che si guardano bene dal pronunciarsi sulle questioni interne italiane.

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L’azione vaticana che pretende, con un documento discutibilissimo che non dice nulla di quello che è il Ddl Zan sul serio, di sgambettare il legislatore brandendo i Patti Lateranensi come i Crociati brandivano le spade per squartare infedeli, è un doppio siluro: a Bergoglio e allo Stato italiano che si definisce laico.

Il parlamento si calerà le braghe un’altra volta di fronte alle pretese d’Oltretevere? Nessuno si prenderà la briga, tra coloro che contano, di ricordare alla gerarchia vaticana l’enorme problema dei preti pedofili al suo interno?

 

(23 giugno 2021)

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