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Mi dicono sia un brav’uomo e una bella persona #Giustappunto di Vittorio Lussana

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Testo:

di Vittorio Lussana, #giustappunto

Il ddl Zan è finito in mano al presidente della commissione Giustizia del Senato, il leghista Andrea Ostellari. Il quale, per mesi ha fatto finta di non trovarlo: chissà dove lo aveva ‘incassettato’. Sarà stata colpa dei soliti commessi, quelli che fanno le pulizie: a me tiravano via sempre i ‘post it’ che appiccicavo sul computer. E per trovare qualcuno, dovevo per forza passare dalla batteria del Viminale.

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Sia come sia, a parte i bei ricordi, quando eravate tutti dei ‘maschiacci’ che non volevamo darla vinta al buon Franco Grillini, noto ‘mostro spaziale’ proveniente dal pianeta Vega, sul ddl Zan cercate di fare un buon lavoro, per favore. Senza litigare, mi raccomando, che non è una proposta contro la famiglia tradizionale. Non c’entra niente la famiglia: si tratta di aggiungere diritti e tutele ad alcune categorie, non di toglierli ad altri. E per discutere di certi temi, in futuro, saremo tutti costretti a utilizzare un altro linguaggio, senza degenerare nei soliti luoghi comuni, che tanto non fanno più ridere.

Prendete ‘al volo’ quest’occasione, per favore, perché potrebbe anche darsi che la cultura popolare possa riappropriarsi di un suo preciso ruolo di mediazione, dato che il ‘terreno sociale’ non è poi così ostico o ‘accidentato’ per le culture politiche conservatrici. Si ponga un freno all’inciviltà giuridica e morale, che sul terreno dell’attualità consente ancora oggi, purtroppo, un implicito ‘semaforo verde’ ad atti persecutori e criminali. Se un Tizio salta giù da una banchina ferroviaria e attraversa due binari per andare a picchiare due ragazzini che si baciano, ciò accade perché pensa di poterlo fare. Tuttavia, si alzano anche le probabilità che ci ‘scappi’ il morto E questa cosa non deve accadere.

Per evitare tutto questo, si deve punire chi pensa di potersi ergere a giudice della moralità altrui. Quando c’è l’amore, il discorso cambia: lo sappiamo tutti questo. Sono le dissociazioni, piscologiche e mentali, quelle che si intendono evitare.  La nostra richiesta rimane perciò quella di non ostacolare l’arrivo in Aula della norma, né di annaccquarla rendendola un mero ornamento di quelle attualmente vigenti. Altrimenti, non ne usciamo e la cosa rischia di trasformarsi in una faida generazionale. Il cittadino dev’essere messo di fronte a una società che cambia, che si evolve. Senza accelerazioni da ‘salto cosmico’, ma in senso educativo e pedagogico.

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La gente si picchia per strada anche solamente per una partita di calcio: questo è senz’altro vero, pur nella cretinerìa della cosa. Ciò non toglie che serva un monito preciso sul terreno degli orientamenti sessuali e delle libertà di principio, senza appiattire la questione sul versante ‘meccanicista’ della cosa. Non si tratta di creare nuove categorie per le clip di Youporn:  è solo un ddl che riguarda aspetti sentimentali e sociali, non di pornografia. Guardatevi dallo squallore, per favore. Così, forse, si capirà meglio il senso solidaristico e, al contempo, liberale della cosa.

Così come la gente dev’essere lasciata libera di tifare per il Milan o l’Inter, la Roma o la Lazio, allo stesso modo dobbiamo favorire un processo di libera evoluzione dei nostri atteggiamenti verso le altre forme di amore, senza sessuofobie che non c’entrano nulla. Per quanto poche esse possano sembrare, ci sono persone che chiedono solamente di poter amare chi vogliono e di sentirsi tutelate nella vita di tutti i giorni.

Mi raccomando a Lei, presidente Ostellari: non giocate a essere ciò che non siete. Si tratta di estendere dei diritti e di far comprendere agli italiani il valore della diversità e del pluralismo. Se riuscirete a farlo, possibilmente senza passare per ‘figure di crisi’, allora potremo finalmente entrare nella Terza Repubblica, verso la legittimazione reciproca e in direzione di un modello di alternanze periodiche. Se si governa bene un processo di modernizzazione sociale, si può anche governare un Paese in maniera ordinata, senza forzature: nell’epoca dei social non è cosa di poco conto. Grazie a tutti i componenti della commissione e un caffè pagato per il presidente, Andrea Ostellari.

 

(2 maggio 2021)

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