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Limiti alla liquidità e tasso negativo: la scelta delle banche

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di Redazione, #Economia

Cattive notizie per coloro che hanno depositate grosse cifre sui conti correnti: da anni ormai le banche tendono a non offrire interessi sui conti correnti e anche gli strumenti di deposito offrono rendimenti molto limitati.

La situazione, però, oggi è ulteriormente peggiorata: Fineco ha fatto sapere ai correntisti di voler chiudere i conti correnti dei clienti con deposito superiore ai centomila euro, ma è solo la prima banca ad aprire una tendenza probabilmente destinata a crescere: Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Nazionale del Lavoro, Banco Bpm, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena, sull’esempio di altre banche europee, sono solo alcune tra quelle che hanno seguito l’esempio di Fineco.

No, non è istinto suicida come all’apparenza potrebbe sembrare: si tratta di una scelta ponderata che risponde a logiche ben specifiche e precise e che affonda le sue radici nell’economia reale. La motivazione? Mantenere la liquidità dei clienti è diventato troppo costoso. Un ritorno alla redditività dei conti correnti non sembra proprio essere in vista almeno per i prossimi anni, e le ragioni sono essenzialmente tecniche.

Nel 2020, com’è noto agli esperti, al fine di sostenere e fornire il giusto stimolo all’economia, la Bce ha adottato una politica monetaria espansiva ricorrendo a un ampio pacchetto di misure di politica economica che hanno prodotto un incremento della liquidità, con conseguente aumento dei livelli di giacenza in conto corrente: con sempre più liquidità bloccata sui conti correnti, questo costo sta diventando sempre più difficile da sostenere e molte banche potrebbero scegliere di scaricarlo sui clienti.

Proprio per questo, per chi ha un eccesso di liquidità sul conto corrente che non è intenzionato a spendere subito, gli esperti di Moneyfarm consigliano di valutare una proposta di investimento, prendendo in considerazione i tipi di costi da affrontare (costo diretto, costo-opportunità e costo della svalutazione del capitale), sfruttando a proprio vantaggio l’effetto di composizione degli interessi nel lungo periodo e rivolgendosi quindi ad un consulente finanziario indipendente che possa aiutare il cliente a muoversi in base all’andamento dei mercati e a compiere le scelte giuste.

 

(27 aprile 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 




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