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Basta col “bodyshaming” #primalumanità

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di Diego Romeo, #primalumanità

Mi sono trovato, mio malgrado, a riflettere nuovamente sul fenomeno del “Bodyshaming” – denigrazione del corpo – dopo aver letto un post della scrittrice Michela Murgia. In questo post la scrittrice faceva un lungo elenco di tutti gli insulti dei quali era stata oggetto da quattrodici mesi a questa parte. Insulti di indescrivibile squallore, molto offensivi e focalizzati esclusivamente sul suo essere donna e sul suo aspetto fisico (che, a parer loro, non rispecchia i canoni di bellezza imposti dalla nostra società. Come se questo fosse un crimine). Perché quando una persona, soprattutto se donna, dice qualche cosa che non ci piace invece di controbattere in maniera razionale e adducendo motivazioni serie (che in parte prevedono un’istruzione di un certo livello), si preferisce insultare, minacciare e ridicolizzare al fine di piegare la sua volontà?

È superfluo dire che questo atteggiamento è squallido e sessista (anche se abbiamo visto come un esponente dei 5 Stelle capitolino sia riuscito a sdoganare anche questo “privilegio” riuscendo a offendere Calenda postando la foto di un ignaro bambino sovrappeso), nonché arma di una certa corrente politica, che non fa nulla per contrastare il fenomeno né tanto meno per rimuoverlo dai suoi contenuti, arrivando persino a porre il veto all’aggravante del Ddl Zan su misoginia, abilismo, oltre che omofobia.

Perché la chiave di volta di questo bruttissimo fenomeno sta proprio nel tacito consenso che la destra politica, e in particolare Lega, Fratelli d’Italia e parte dei 5 Stelle, dà a questa gente. Perché questi partiti hanno trovato terreno fertile nel non arginare e dis-educare le folle che li seguono. Sono sicuro, inoltre, che gran parte del loro consenso politico sta proprio qui, nel permettere ai loro sostenitori di fare e dire quello che vogliono. Perché è più facile attirare le simpatie di quelli che ti fanno fare come vuoi, piuttosto che di coloro che ti suggeriscono cosa sarebbe meglio non fare.

In questa idea malsana della società civile c’è anche la grande opposizione che le destre italiane stanno facendo al DDL Zan. Le quali adducono motivi irrazionali e ridicoli contro questo DDL (che sanno tanto di arrampicata sugli specchi) dimostrando solo di non aver neanche letto il testo (o quanto meno di non averlo voluto comprendere). Perché alla fine a loro non interessa nulla della questione in sé. A loro interessa solo poter far continuare a urlare (e scrivere) ai loro sostenitori “brutto frocio” quando si parla di gay e dei loro diritti. Perché sanno bene che impedire questo gli costerebbe molto a livello di voti.

Ma la politica può essere tutta qui? Può essere solo la ricerca di un consenso politico diffuso? Ovviamente la domanda è retorica e la risposta ancor più banale, anche se ultimante si percepiscono piccoli cambiamenti in atto..

Per questo bisogno lavorare molto sulla cultura e sull’educare al senso civico le nuove generazioni: perché non ci si può più permettere un comportamento come questo. Perché sempre di più dalle “sole” parole, scritte sgrammaticamente sotto un post, si sta arrivando ad atti di vera e propria violenza fisica e psicologica verso chi non la pensa come noi o verso chi ha gusti e vite differenti.

 

(12 aprile 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 




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