di G.G. #Informazione twitter@gaiaitaliacom #RadioTV
Quasi una finanziaria per il riarmo (ma non ci sono soldi per sanità e energia)
Quattordici virgola nove miliardi più lo 0,6% di scostamento di bilancio se abbiamo capito bene, di fatto ci costerebbe... →
L’addio di Luca Bottura intelligente e pungentissima penna di Repubblica, ormai ex, annunciato con una certa vis polemica “per motivi personali”, rende nota una certa morte lenta dell’informazione fatta con spirito critico nell’Italia dei direttori di giornali figli di direttori di giornali. Luca Bottura ha annunciato l’addio con un post su Twitter che sa più di quello che non dice e che vi mostriamo qui sotto.
Il mio congedo da #Repubblica #29novembre pic.twitter.com/o1yYSIvabe
LEGGI ANCHEIl Governo si svena e applica uno sconto di 17 centesimi alle accise sul diesel
di G.G. Che bei tempi quando la presidente del Consiglio Meloni sbraitava contro le accise in un pessimo... →
— Luca Bottura (@bravimabasta) November 29, 2020
Qualche giorno prima dell’addio di Bottura al quotidiano fondato da Eugenio Scalfari e delle penne brillanti messe a riposo dalla nuova linea editoriale della normalizzazione, avevamo deciso di dedicare qualche giorno all’ascolto di Radio Capital – sotto l’augusta nuova direzione editoriale di Linus, principe delle radio gné gné dei contenuti pochi e confusi, per scoprire che nonostante l’inserto di voci autorevoli come Lucarelli e Bignardi anche quella radio, come quella di Confindustria e troppi altri network nazionali, non dice più nulla.
A voci ritenute autorevoli si affianca il Dj dalla voce giovanilista e il piglio gnè gnè teso a semplificare – insomma a rendere innocuo nell’immediata post-locuzione – l’eventuale inserimento di commenti sgraditi da parte delle autorevoli [sic] voci chiamate a ringiovanilire la stantìa programmazione musicale, e l’antichissima conduzione dei DJ-divi.
Questo dopo essersi liberati di tutte le voci potenzialmente scomode.
Una normalizzazione che fa paura e contro la quale è d’uopo creare fonti d’informazione indipendenti, sul serio. L’epurazione selvaggia al gruppo GEDI continua. Anzi peggiora: ora si autoepurano.
(30 novembre 2020)
©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata
