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Sotto la “riforma” niente, o della guerra dei “pigiabottoni”

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di Giancarlo Grassi #Lopinione twitter@gaiaitaliacom #IoVotoNO

 

Questa mattina a Radio24 ne abbiamo sentito una molto divertente: una rappresentante del PD, nel corso di un confronto referendario con Italia Viva condotto da Alessandro Milan, ha detto che in parlamento “ci troviamo di fronte a pigiabottoni”, dunque la riforma sarebbe necessaria. Ne deriva quindi che dobbiamo ridurre un parlamento di nominati che nemmeno riusciamo a conoscere, perché sono solo “pigiabottoni” sperando contro ogni speranza che la “riduzione” farà il miracolo?

Alla rappresentante PD in questione ci limitiamo a ricordare che il PD ha votato contro questa riforma tre volte, nelle prime tre votazioni, prima che Zingaretti – non si sa spinto da cosa – decidesse per un “Sì” che non rispetteranno nemmeno i suoi – Giorgio Gori ha detto che voterà “No”; e che di quelle che saranno le riforme possibili nel post referendum non c’è nemmeno una lontana idea.

Si pensa di riformare la legge elettorale, un’altra volta – non ricordiamo se è la quarta o la quinta riforma in una trentina d’anni ed ogni riforma è stata peggiore dell’altra. Non si sa come, probabilmente nella direzione di avvantaggiare ulteriormente M5S e PD, perché nessuno dice nulla. Del resto non è che i “pigiabottoni” possano poi prendersi la briga di avere anche opinioni.

Stai lì, pigia, taci, e prendi lo stipendio.

Si è resa conto la rappresentante PD di ciò che ha detto? Ha dichiarato implicitamente che stiamo stipendiando mille persone che sono lì, in maggioranza, per pigiare bottoni ergo bisogna togliere i pigiabottoni dal parlamento, così che il parlamento possa funzionare meglio e legiferare più velocemente. Insomma l’Italia è una Repubblica basata sul pigiabottonismo?

Orribile argomentare e dichiarazione politicamente ed istituzionalmente inaccettabile che rafforza, vieppiù, la nostra convinzione che questa riforma sia il nulla, per dirla con uno slogan: “sotto la riforma niente”.

Ricomincino i partiti, PD in testa e M5S al seguito, a mettere in parlamento gente col cervello e la smettano di inseguire la riforma berlusconiana mai scritta, ma ampiamente praticata, di mettere sulle poltrone parlamentari i servi del capopigiabottoni appunto, che non stiano a discutere ma pigino e basta. Poi le riforme verranno da sole. O quasi.

Se invece di lanciare costosi referendum in nome del risparmio [sic] si fossero preoccupati di riformare i meccanismi parlamentari… Che sono il vero cancro della nostra azione legislativa… Altro che “Sì” al referendum per cambiare tutto perché non cambi niente, come al solito…

 

(16 settembre 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 




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