di Daniele Santi #Lopinione twitter@modenanewsgaia #Politica
Matteo Renzi a Otto e Mezzo: “Urso e l’intelligenza, non solo artificiale, hanno litigato da piccoli”
Nell'immediato post-sondaggio SWG per il TG La7 di Enrico Mentana, sondaggio che vede i tre maggiori partiti tutti... →
Insomma, non gli credono più nemmeno i leghisti. Matteo Salvini è stato fischiato sonoramente anche a Dolo, vicino a Marghera, durante il suo tour elettorale. Il tribuno ha parlato di migranti con i soliti toni: “Non stanno scappando dalla guerra, ma la guerra ce la portano in casa”, come se non fossero sufficienti certi politici a crearci la guerra in casa.
Nemmeno a Dolo ci sono cascati, e come già sta succedendo in numerose località nel resto d’Italia (gli articoli qui, qui e anche qui) salvini è stato sonoramente fischiato e coperto di grida che lo chiamavano “Buffone”. Mentre le forze dell’ordine costituivano il cordone di protezione all’ex ministro dell’Interno che continua a gettare benzina sul fuoco dell’intolleranza e dell’odio sociale, senza cambiare rotta, nemmeno ora che il messaggio che dice “basta” gli arriva con grande chiarezza.
La sonora batosta in Emilia-Romagna non è servita a Salvini e al suo, ormai, sempre più sterile agire evocando un nemico, uno qualsiasi, basta che sia migranti e in condizioni d’inferiorità, brandendo crocifissi quando non si può scagliare contro nessuno. Un’impudenza mai vista.
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
Qui il video che documenta i fischi.
(16 settembre 2020)
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