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HomeCopertina"Arrestati politici dell’opposizione per critiche al Governo": Orbán trasforma l'Ungheria in dittatura

“Arrestati politici dell’opposizione per critiche al Governo”: Orbán trasforma l’Ungheria in dittatura

di G.G. #Ungheria twitter@gaiaitalia.com #Maisovranisti

 

Il dittatore Viktor Orbán ha ordinato una serie di arresti di politici dell’opposizione e di appartenenti alla società civile, inaugurando la ormai conclamata nuova dittatura ungherese partita dalla presa di pieni poteri giustificata dallo stato d’emergenza per il Covid-19. Agli arrestati sono stati sequestrati computer e smartphone dopo che questi avevano condiviso post critici nei confronti del Governo di Budapest e della sua gestione del coronavirus.

Provvedimenti d’arresto e censura legalmente legittimati dalle misure “anti-allarmismo” approvate dalla maggioranza che sostiene Viktor Orbán che ha decretato lo stato d’emergenza a favore del regime autarchico del neo-dittatore magiaro. Gli arrestati rischiano pene carcerarie da 1 a 5 anni per la diffusione di “notizie allarmiste”.

Mentre l’Unione Europea sembra dormiente e le dittature neofasciste nascono al suo interno senza che vengano prese misure degne di questo nome, né di nessun altro dal momento che pubblicamente non trapela verbo da nessuno degli esponenti della Commissione Europea o dalla presidente Von Der Leyen, anche Giorgia MeloniMatteo Salvini sembrano dormire sulla questione non avendo commentato in alcun modo quello che è uno dei fari politici della nuova ideologia illiberaledeata da Putin e che tanto piace ai sovranisti neofascisti del nostro paese.

A commentare i fatti ci ha pensato un europarlamentare, Katalin Cseh, del movimento di opposizione Momentum, che ha reso noto il trattamento riservato al suo collega di partito János Csóka-Szucs, prelevato dalla polizia il 13 maggio dopo un post su Facebook riguardante letti ospedalieri liberati per ordine del Governo costringendo alle dimissioni anche persone ancora in pericolo di vita ed ha raccontato su Twitter che l’uomo ha visto “i suoi dispositivi sequestrati” e dopo essere stato arrestato è stato rilasciato ma non gli è stato nemmeno offerto il trasporto “nonostante sia disabile”. Szucs stesso ha poi raccontato alla stampa locale di essersi ricordato che anche la polizia comunista lo trattò nello stesso modo nel 1987, per aver partecipato a una manifestazione non consentita dalle autorità del tempo al soldo dei sovietici.

Se non sono troppo impegnati con la solita propaganda i sovranisti italiani potrebbe illuminarci con la loro sagacia politica.

 

(14 maggio 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 




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