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Soldi europei alla mafia: Luigi Di Maio contro il quotidiano tedesco al quale Beppe Grillo dà ragione

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di Giovanna Di Rosa #Politica twitter@gaiaitaliacom #Esteri

 

Il quotidiano tedesco Die Welt ha pubblicato un’editoriale dove chiedeva, polemicamente ed opportunisticamente, dato che un buon titolo attira lettori, di “non dare soldi all’Italia perché se li prende la mafia”, provocando le ire del lillipuziano della politica estera italiana, l’attuale ministro degli Esteri Luigi Di Maio scomparso dalle cronache dopo avere pronunciato in diretta tivù “coronavairus” invece di Coronavirus, per dimostrare che lui sa l’inglese e ricomparso tristemente in questa occasione.

Il ministrino degli Esteri che di esteri non sa nulla – e lo dimostra la sua azione sconsiderata e dettata da un ego ipertrofico che poco a a che fare con gli Esteri e molto coi disastri – si è lanciato all’attacco di Die Welt gridando allo scandalo e chiedendo al Governo tedesco di dissociarsi dalle dichiarazioni del giornale, azione che spiega perfettamente la concezione della democrazia del politico baciato dal dio grillo che sta dove sta senza nemmeno sapere perché, come se fosse prassi  della politica estera quella di chiedere ai governi delle libere democrazie occidentali, le cui Carte Costituzionali garantiscono la libertà di stampa, di sbugiardare quei quotidiani le cui libertà di opinione sono garantite dalle loro Carte Costituzionali.

La parte più divertente della storia è però un’altra e si chiama Beppe Grillo, il colpevole creatore della baggianata demenziale chiamata Movimento 5 Stelle, che dichiara ai quattro venti: il “Parlamento Europeo” non dovrebbe dare soldi all’Italia” perché “finiscono a mafia, camorra e ‘ndrangheta”.

Ecco così il Capo che sbugiarda il ministro degli Esteri facendogli fare la figura che merita e mettendosi lui stesso, che è il creatore di uno dei partiti attualmente al governo dell’Italia, contro l’Italia che il suo partito governa. E contro il suo ministro degli Esteri che si sbugiarda da solo ad ogni respiro.

Dovrebbe bastare questo per suggerire a Luigi Di Maio – già trionfatore dei balconi – di essere giunto alla fine della triste ed inutile storia che l’ha visto protagonista e convincerlo a ritirarsi su un’inaccessibile collina della bassa Patagonia a coltivare bacelli e tuberi in compagnia di un geco.
Certo non ci si aspetta che lo faccia.

 

(10 aprile 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 

 




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