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Marco Biondi #iolapensocosì “In Emilia-Romagna ce la siamo cavata, ma in Calabria no. Un pareggio che non deve farci montare la testa”

di Marco Biondi #iolapensocosì twitter@gaiaitaliacom #politica

 

Il peggio è passato, ma è meglio non entusiasmarsi solo perché abbiamo evitato un cataclisma. Perdere l’Emilia-Romagna avrebbe significato l’inizio di una fine ormai inevitabile. Il Centro destra avrebbe, giustamente, reclamato la fine della legislatura che non sarebbe certo finita, ma sarebbe proseguita con la consapevolezza che ogni giorno che passava avrebbe consegnato più voti alle opposizioni. I partiti oggi al governo avrebbero fatto la figura di quelli attaccati alla poltrona a dispetto del consenso popolare.

Bene così, quindi, ma attenzione a dare il giusto peso e ad interpretare il significato del voto.

Il PD non ha vinto, questo è poco ma sicuro. Gli elettori 5Stelle hanno recepito le indicazioni ricevute ed hanno consentito a Bonaccini di prevalere alle urne. L’hanno fatto per due motivi principali, secondo me: perché comunque Bonaccini aveva dimostrato di aver governato bene e quindi di meritare ulteriore fiducia e perché c’era la consapevolezza che un voto a Benini col simbolo 5Stelle avrebbe consegnato la vittoria a Salvini, con le conseguenze a livello nazionale descritte in precedenza. Non ha perso, anche questo va detto. Ha ottenuto un risultato decoroso, ma sempre in ER, per il semplice motivo che si è presentato in un’unica coalizione di centro sinistra unita, coesa, senza divisioni. E questa è una verità della quale tenere conto.

Se Zingaretti si illude di aver ottenuto un risultato eclatante, si sbaglia di grosso. L’unico risultato che ha ottenuto è quello di aver salvato (provvisoriamente) la sua poltrona che sarebbe diventata ingestibile in caso di sconfitta in entrambe le regioni.

Il PD di Zingaretti, infatti, continua ad essere un partito decotto, fatto di personaggi superati dalla storia che non riescono ad attrarre l’interesse ed il consenso del popolo della sinistra. Il fatto di non aver avuto “concorrenti” credibili nella sfera del centro sinistra ha permesso di ottenere quei voti che hanno salvato, temporaneamente, il Paese dalla minaccia legista. Ma non si illuda di aver recuperato veramente il consenso perso.

Un contributo interessante è certamente arrivato dalle Sardine. Voti che altrimenti sarebbero stati dispersi, sono stati recuperati grazie alla novità rappresentata da questi ragazzi, il cui messaggio è stato semplice ed efficace: torniamo a votare per salvarci dall’odio e dalla violenza di Salvini. Ma senza dare nessun “endorsement” ad un partito che non li rappresenta.

Se la sinistra vuole tornare ad essere maggioranza nel Paese, deve dimostrare di essersi veramente rinnovata e oggi il PD è ancora lontanissimo dal poterlo dimostrare, anche se ha tutta la potenzialità per farlo.

Intanto la lezione di Bonaccini è che alla base di tutto ci sta la buona amministrazione. Serve dimostrare di saper fare le cose per bene, senza litigiosità e senza cedere ai populismi. E poi bisogna dimostrare di avere le idee chiare e la voglia di realizzare le riforme e la buona amministrazione che sta a cuore agli elettori, smettendola di rincorrere i vari populismi del momento.

La crescita delle alternative moderate e riformiste rappresentate da Renzi e Calenda passa da qui. Se il PD resterà il partito dei caminetti e degli amici degli amici, la riduzione del suo potenziale elettorato sarà inevitabile. Basta pensare che ha appena ri-candidato Emiliano alla guida della Puglia! Se questi saranno i personaggi chiamati a rappresentare il PD, allora diventa probabile che il PD faccia la fine dei socialisti francesi.

Già si può scommettere sui commenti alla sconfitta: colpa di Renzi che non ha accolto l’invito all’unità, tacendo sul fatto che è un invito irricevibile, visto come si è comportato Emiliano col PD a guida Renzi, quando ha addirittura invitato a votare 5 Stelle per sconfiggere il nemico interno facendo perdere il suo stesso partito.

Se poi vogliamo commentare il risultato della Calabria, possiamo solo prendere atto di quanta strada ha ancora da fare il PD per tornare ad essere competitivo nel Sud.

Quindi, per restare in ambito calcistico, godiamoci questo thè caldo e questo punticino utile nella lotta per non retrocedere, ma non illudiamoci di poter competere per lo scudetto. Oggi come oggi anche un posticino in Uefa ce lo possiamo scordare!

 

(29 gennaio 2020)

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