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Cara Senatrice Liliana Segre… di Marco Maria Freddi

di Marco Maria Freddi #Lopinione twitter@gaiaitaliacom #maiconsalvini

 

Cara Senatrice Liliana Segre,

sono un piccolo erede della storia politica di Marco Pannella ed Emma Bonino, che dal 2017 per la prima volta nella vita, dai tavolini delle raccolte firme ha iniziato un percorso come consigliere comunale nel Comune di Parma.

Nella mia città, Parma, così come in molte altre città d’Italia, si discute della proposta di assegnarle la cittadinanza onoraria ma, come ho sottolineato in un mio recente intervento in consiglio comunale, è importante dare un significato a questo gesto che non deve limitarsi al sostegno personale, ma deve ampliarsi ed essere veicolo di critica e denuncia verso quanto succede ogni giorno nell’indifferenza generale.

Mi sono permesso infatti di accostare l’assegnazione della cittadinanza onoraria alla situazione in Libia, in Siria o in Turchia, poiché le deportazioni ed i campi di tortura continuano ad esistere secondo anche quanto denunciato dalla Corte dell’Aja:

Nel 2019 oltre 4.800 rifugiati e migranti sono stati arrestati arbitrariamente in Libia” e “continuano a essere a rischio di tortura, violenza sessuale, rapimento per riscatto, estorsione, lavoro forzato, uccisioni illegali e detenzione in condizioni inumane”.

Per questo, ho chiesto ai miei colleghi consiglieri di maggioranza ed opposizione che la città, proprio perché deve comprendere appieno il messaggio, avrebbe dovuto con forza denunciare gli accordi che il nostro Paese assieme ad altri Paesi Europei hanno stipulato con Libia e Turchia spostando i confini continentali al solo intento di non occuparsi di chi è torturato ogni giorno, avendo come colpa solo quella di esistere. Poi, a questo mio pensiero, sempre in consiglio comunale, il gruppo della Lega è intervenuto dando appoggio ad una eventuale assegnazione della cittadinanza onoraria, non certo perché i loro valori siano i valori condivisi dopo la tragedia della Seconda guerra mondiale ma in funzione del nuovo corso leghista, la cosiddetta “rivoluzione del buon senso”.

Quell’intervento ha scosso la mia coscienza.

Da anni, con la nonviolenza e la mia attività politica, contrasto le politiche ed i racconti di odio verso stranieri e rom, l’antisemitismo e l’anti-islamismo, l’odio verso i disabili, l’omofobia, i detenuti e tutte le diversità percepite tali.

Il diverso, come dice sempre Emma, è diventato capro espiatorio responsabile dei nostri fallimenti e dei nostri limiti, oltre che essere vittima debole che non può difendersi, permette di dare al carnefice la sensazione di forza e potere perverso da esibire al suo “popolo”.

Per quanto detto precedentemente, non potrò mai votare assieme al gruppo della Lega e, se mai dovesse venire a sapere di un Radicale ignoto che ha votato contro la cittadinanza in suo onore, saprà anche che ciò che mi ha mosso non è certo la mancanza di vicinanza a ciò che lei rappresenta ma perché sono convinto questo non è più il tempo, se mai ci fosse stato, dell’ipocrisia sulla pelle degli indifesi e delle generazioni più giovani.

Un sincero abbraccio.

 

(15 novembre 2019)

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