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Così il PD cosa fa? Fa un Congresso

di Daniele Santi #PD twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Così il PD va a Congresso. Un congresso “rifondativo” nelle auree parole dell’augusto Segretario (Ave Zingaret!) che “sarà un po’ noioso”, questo nel caso qualcuno scarsamente dotato di fantasia non riesca ad immaginarlo da sé, e che cambierà “lo statuto perché in 12 anni nessuno ha avuto il coraggio di cambiarlo” essendo impegnato, è cronaca, a distruggere segretari del partito eletti con oltre il 70% dei voti dal popolo delle Primarie, primarie che – dato che non erano vinte da chi nel PD vuole continuare a comandare, o almeno dalla sua corrente – erano diventate improvvisamente qualcosa da abolire.

L’augusto Segretario lo ha dichiarato a Radio Capital nella trasmissione di Massimo Giannini e Oscar Giannino “Circo Massimo” dichiarando che il PD vincerà le elezioni in Emilia-Romagna – ed un puntualissimo Giannini gli ha ricordato che aveva detto la stessa cosa anche per l’Umbria. Dove le ha perse.

L’augusto Segretario ha poi dichiarato di non credere “nel partito del capo” e che quindi “abbiamo deciso” (noi capi, ndr) “che il 17 novembre per fare il congresso cambieremo lo statuto. Dopo 12 anni rientra nello statuto il concetto di congresso a tesi”, una novità straordinaria. Riduranno l’elettorato al lumicino.
Il congresso durerà “100 giorni, sarà basato su tesi politiche [sic], sarà aperto alla società italiana e aprirà la più importante rivoluzione organizzativa di questa fase storica”.

Eccolo il PD del futuro che dichiarando di rinunciare al passato, torna a ragionare come il PCI. Tocca ricordare così, all’augusto Segretario, che ci sono già in giro per l’Italia otto partitini comunisti che si fanno la guerra tra loro per una percentuale di voti che nemmeno sfiora il 3%.

Per Zingaretti “Il partito del capo sotto il quale non c’è nulla non va bene, vanno cambiate le regole”, e in qualche modo bisogna far rientrare i vari Bersani, D’Alema, Speranza, Grasso, insomma quelli che dovevano cambiare la storia con l’aborto chiamato LeU: molto meglio quindi rifondare il PD in un partito vecchio che non faccia nulla che il Congresso non avvalli e che si distrugga velocissimamente tra congressi, mozioni, fiducie e sfiducie al segretario, mentre il paese muore lentamente, lavoro non se ne crea, ricchezza nemmeno e si parla di nulla come se si trattasse di vita o di morte.

E a pensarci bene questione di vita o di morte la è. La loro. Soprattutto quella dell’augusto Segretario a guida D’Alema che è anche presidente della Regione Lazio senza maggioranza, dopo che due dei suoi consiglieri sono passati a Italia Viva e lo stanno arrostendo a fuoco lento.

 

 

(30 ottobre 2019)

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