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#iolapensocosì di Marco Biondi: dal PD al governo molte parole, ma proposte concrete poche

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di Marco Biondi #Iolapensocosì twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

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L’esistenza del nuovo partito renziano è ormai un dato di fatto. Pochi giorni e alla Leopolda ci saranno tutte le formalizzazioni previste, tesseramento compreso. Non sono attesi grandi annunci relativamente alla linea politica, ormai ben definita già nella fasi iniziali della presentazione.

Mi sono divertito ad iniziare a fare una prima comparazione tra i due partiti riformisti risultanti dalla nascita di Italia Viva, soprattutto analizzando, sempre in modo semplicistico e rapido, come questi partiti comunicano le loro posizioni.

Italia Viva sta parlando di proposte e lo sta facendo in modo pragmatico e concreto. Non sta parlando di posizionamento, di poltrone, di sinistra o centro. Sta dicendo semplicemente quali proposte fare al Paese e/o agli alleati di Governo. Che poi sia corretto o meno, da un punto di vista puramente comunicativo, che lo stia raccontando non solo agli alleati di governo ma anche agli elettori, è una questione opinabile. Secondo me sì, perché quando gli elettori saranno chiamati a decidere per chi votare è giusto che sappiano di chi sono state le proposte che li hanno maggiormente soddisfatti o che ne hanno migliorato le condizioni di vita.

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D’altronde è di pochi mesi fa la sequela di dichiarazioni di ex compagni di Partito di Renzi che illustravano giornalmente al popolo tutte le loro proposte alternative a quelle del loro partito, per gettare discredito sul loro segretario e marcare il territorio con i loro diversi punti di vista. Strano che adesso si stiano lamentando.

Il PD oggi, mi sembra, si sta concentrando più su criticare Renzi – ed è pratica usuale – per quello che fa, per come lo fa e per quello che dice. Sinceramente, al di la di vaghi proclami “dobbiamo ridurre le tasse, il cuneo fiscale”, “pensare agli ultimi”, non mi sembra stia sta producendo proposte concrete per raggiungere questi obiettivi. Aspettiamo un richiamo alla patrimoniale, e abbiamo chiuso il cerchio dei dischi rotti! Fatte queste considerazioni, verrebbe spontaneo chiedersi il perché di queste differenze.

Nel bene o nel male, Italia Viva ha un “front man” che porta avanti una linea politica e la rappresenta nella comunicazione senza paura di ricevere, alla spalle, critiche o smentite come accaduto in passato quando parlava all’interno del PD.

Il PD ha un portavoce, seppure gentile ed educato, che non riesce a rappresentare niente perché non ha una linea unitaria da trasmettere. È il PD di Franceschini o è quello di Boccia o, peggio, di Emiliano? Qual è il posizionamento del PD di oggi? È un partito di sinistra o di centro? Quali sono i rapporti tra il PD e gli scissionisti di Leu? Perché si sentono continuamente critiche contro Renzi e nessuno pensa di rimarcare la differenza con chi ha abbandonato il partito solo qualche mese prima di Renzi?

Il PD ha abbandonato lo spirito visionario della sua fondazione o lo mantiene? Veltroni ci si riconosce ancora o no? E, se si, Veltroni, crede che sia meglio o peggio che Renzi lo abbia abbandonato?

Se non si sono risparmiate critiche al Renzi segretario, quello che, per molti, ha distrutto “lo spirito del PD”, magari solo perché ha cercato un accordo con Forza Italia sulle riforme costituzionali, oggi il PD senza Renzi dovrebbe essere molto più attraente per gli elettori di sinistra. E allora perché non si approfitta per fare un discorso chiaro ai suoi elettori, con un posizionamento preciso? Con una linea politica ben definita, chiara, in termini di programmi, di progetti, di alleanze? Non è più semplice senza il “democristiano Renzi”?

Io personalmente sono convinto che la somma degli elettori di Renzi e degli elettori del Pd possa essere superiore ai semplici elettori del PD prima della separazione. Ma perché si riesca ad ottenere questo risultato è essenziale che i due partiti si differenzino e presentino delle linee politiche distinte seppure non antitetiche, dichiarando la disponibilità a future alleanze su programmi condivisi.

Se entrambi puntano allo stesso bacino di elettori il loro risultato elettorale non può non risentirne.

Dalle elezioni passate abbiamo imparato che i partiti smaccatamente di sinistra, antagonisti del PD non attraggono interesse alcuno, mentre un certo interesse verso programmi riformisti, attenti alle esigenze dei lavoratori, è, direi scontato. Dai primi sondaggi che sono seguiti alla creazione di Italia Viva, sembra esserci un recupero di quasi 5 punti percentuali rispetto alle previsioni di voto del solo PD, e questa sembra un’ottima notizia. Se vogliamo fare politica, lo spazio c’è. Se dobbiamo sempre cercare qualcuno al quale buttare addosso la croce o addebitare le cause delle sconfitte, non lamentiamoci poi se ci ritroviamo con Salvini e Di Maio al Governo.

Ce lo saremmo voluto, oltre che meritato.

 

(15 ottobre 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 


 

 

 

 

 





 

 




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