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L’Italia leghista sfila a Pontida: botte e insulti ai giornalisti. Violento attacco a Mattarella

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di Giovanna Di Rosa #Politica twitter@gaiaitaliacom #maiconsalvini

 

Radunati attorno all’uomo che dice quello che vuole, come lo vuole e non pensa alle conseguenze, per lui e per il paese, perché basta aprir bocca, eccoli gli orchi e le orchesse dei nuovi neofascismi dell’odio che sbarcano a Pontida e danno bella mostra di sé e dei mostri che sono: insulti e fischi a Gad Lerner “Ebreo” e “Comunista”  anche “Straccione”, pugni al cronista di Repubblica e alla sua telecamera, ed altri insulti a Mattarella definito “mafioso” in un attacco contro lo stato che puzza di eversivo da lontano e che, nella maggior parte dei casi, è sferrato da poveracci che non sanno nemmeno cosa eversivo significhi accecati dall’odio propinatogli come una tisana salvifica dal Comandante.

Ieri, scrive Repubblica, il 31enne “deputato veneto Vito Comencini durante il congresso dei giovani leghisti aveva detto del presidente della Repubblica “mi fa schifo”. “Mi fa schifo – le sue parole – chi non tiene conto del voto del 34 per cento degli italiani”. Dichiarazioni che si configurano come vilipendio del Capo dello Stato” e che contengono anche un’altra balla colossale, la Lega alle elezioni del 4 marzo 2018, le uniche contano ai fini della composizione del parlamento italiano, fu terzo partito con il 17,4% dei voti. Tutto il resto sono grida per seminare odio.

Poi i soliti deliri, referendum sulla legge elettorale, urla, grida, pugni, simboli, sacri, osanna: la toecrazia leghista è sempre più simile ad una religione che non forma coscienza politica ma attinge al fanatismo della masse. Un’arma impropria destinata a ritorcersi contro i dirigenti del partito.

Certo, l’Italia va salvata prima che succeda l’irreparabile.

 

(15 settembre 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 


 

 

 

 




 

 

 

 

 




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