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Tutti contro i renziani e renziani contro tutti: o della politica secondo il PD

Foto Cecilia Fabiano – LaPresse

di Giancarlo Grassi #PD twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Il PD a guida Massimo D’Alema che ha come segretario Nicola Zingaretti ha rinnovato la sua segreteria, lo fanno tutti i segretari, lo fece anche Renzi, ed ha fatto fuori tutti i Renziani che sono ancora maggioranza in Parlamento. Si profila quindi, mentre l’onda nera leghista continua a sommergere la maggioranza di italiani che non votano Salvini e l’Italia tutta, una nuova lunga guerriglia tra parlamento e partito, tra renziani e non renziani, in attesa che il toscanaccio decida se staccare o no la spina a questo morto che cammina da tempo in lunga agonia.

E’ una notizia vecchia di due giorni, ci dirà qualcuno. E certo, risponderemo noi. Ma prima di dire la nostra abbiamo lasciato la parola agli esperti, quelli dei giornali di regime, quelli della tessera numero uno del PD, quelli da social, quelli da Facebook, quelli da Twitter. Noi veniamo dopo tutti gli altri of course e non siamo esperti. Guardiamo però con sospetto alla salvinizzazione del PD, ad un PD che si (s)vende come partito di sinistra e rincorre l’onda nera leghista verso destra, giustizialista come mai s’è visto, inerme sulla questione migranti, incapace di dare un’indicazione su molti temi, silenziato sull’economia a parte qualche ruminazione del segretario-piacione che mette in fila con fatica quattro parole sensate, e presenta una squadra da urlo. Qualunque significato vogliate dare alla parola urlo.

Prendiamo in prestito da Repubblica l’elenco dei fortunati: Andrea Martella, parlamentare dal 2001 al 2013, vicino al vicesegretario Andrea Orlando, uno di quei geni che aveva fondato un movimento politico da sfracelli che prese il 2% e decise di tornare all’ovile, che il 22% è meglio del 2%, sarà il coordinatore. Poi abbiamo Enzo Amendola, già sottosegretario agli Esteri, agli esteri e quindi Chiara Braga alla Sostenibilità. Alle imprese Pietro Bussolati, già segretario provinciale del Pd a Milano e ora consigliere regionale in Lombardia. Andrea Giorgis alle riforme istituzionali. Maria Luisa Gnecchi al Welfare e Roberto Morassut alle infrastrutture. Alle politiche della sicurezza Roberta Pinotti, senatrice ed ex ministra della Difesa. Al Lavoro Giuseppe Provenzano, economista e direttore dello Svimez. A Nicola Oddati va il mezzogiorno. Agli Enti locali Marina Sereni. All’organizzazione Stefano Vaccari, che è stato sindaco di Nonantola, in provincia di Modena, e senatore in commissione Ambiente. Alla Pubblica amministrazione Antonella Vincenti. Alla scuola l’insegnante. Camilla Sgambato. Al Terzo settore Rita Visini. Insomma la perfetta segreteria D’Alema. C’è poi la solita solfa dei forum, agli ex comunisti piace tanto la parola forum, aperti alla partecipazione di rappresentanti dell’associazionismo, del volontariato, delle forze sindacali, delle professioni che saranno coordinati da Marco Furfaro. Maurizio Martina, sfidante di Zingaretti alle primarie,  ha avuto l’incarico di occuparsi della riforma dello Statuto dem.

renziani sono furiosi, e vorremmo vedere voi, e dicono “questo non è più il partito del noi” ed è evidente che non si riferiscono soltanto al plurale maiestatis caro al segretario prima che agli ultimi papi. Chiarissimi i giacchettiani: “Si parla di nuovo Pd, Zingaretti ci spieghi come funziona: vedo tanta nostalgia del passato, uno sguardo indietro alle ‘gioiose macchine da guerra. Non vedo novità, solo un vecchio, insopportabile giustizialismo”.

Continuano a darsele di sana ragione, dentro il PD, in nome della guerra tra ex PCI PDS DS ed ex DC PP Margherita. E, anche se fanno finta di niente, tutti sanno che l’unica soluzione è andare ognuno per la sua strada e non continuare in questo gioco al logorìo interno che fa comodo solo a D’Alema e tiene il Paese in scacco e in mano alle destre. Qualcuno, uno dei tanti esperti che meno male che ci sono così noi possiamo fare la figura dei dementi, ipotizza addirittura un’asse Lega/PD per far fuori il M5S. Pensate un po’ se può essere vero…

 


(17 giugno 2019)

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