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E così è arrivata la procedura d’infrazione: a forza di evocarli i guai arrivano

di Gaiaitalia.com #Politica twitter@gaiaitaliacom #Economia

 

A forza di evocarle, le cose brutte, arrivano. A forza di dare la colpa all’Europa poi l’Europa arriva e ti presenta un corposissimo dossier, dettagliatissimo, nel quale ti dice: Amico, l’UE ha delle regole e tu le hai sottoscritte, il tuo debito mette in pericolo la stabilità economica di altri 25 paesi, muovi il culo.

 

 

Certo con tutt’altro stile. E tu dovrai muoverlo perché la propaganda è una cosa, l’uscita dall’euro e dall’Europa è tutt’altra cosa. L’Italia, senza UE, è morta. E la procedura d’infrazione è molto invasiva: significa avere controlli su controlli, significa gli uomini in nero – quelli evocati dagli imbecilli che tanto hanno fatto da trovarseli ora in casa, significa una procedura lunga, capziosa, perché le cose vanno messe a posto. La procedura d’infrazione è l’effetto della stupidità di coloro che hanno creduto a un sacco di panzane, che hanno creduto al dare la colpa agli altri, che hanno davvero pensato che i nemico fosse l’Europa ed hanno votato di conseguenza i primi cialtroni che hanno dato la colpa a coloro che stavano a Bruxelles. Ora tocca goderseli a tutti. Perché questi, gli ultimi che sono stati votati e che sono al governo a fare i giullari, di fronte ad una procedura d’infrazione per deficit eccessivo sono riusciti a rispondere che non può pagare solo l’Italia, e che non faremo scattare l’aumento dell’IVA, non farò tagli, non faremo niente di quello che l’Europa ci chiede ed aumenteremo il deficit. Capito? Questa procedura l’infrazione la pagheremo tutti. E sarà più pesante per chi ha meno. Altro che flat tax. Altro che uomini in meno. Altro che dare la colpa agli altri. Altro che faremo crescere il deficit.

Ora però qualche domanda: quando abbiamo cominciato, noi di questo paese, a dare retta a coloro che palesemente in mala fede raccontavano palle facendo finta di non acorgercene? Quando abbiamo cominciato, in questo paese, a pensare che l’odio verso l’altro – per la sua idea politica, per i suoi gusti sessuali, per il colore della sua pelle o per la sua religione – fosse la soluzione ad ogni problema? Quando abbiamo pensato che occorresse un uomo forte anziché un paese coeso?

Quando,  last but not least, abbiamo smesso di pensare?

Ecco la procedura d’infrazione può essere la molla che serve al paese a muoversi. Non parliamo degli incapaci di tutti i colori politici che dal 1994 abbiamo messo nei palazzi del potere: parliamo della presa di coscienza che anche quando si vota bisogna fare dell’altro e non affidarsi più al primo che passa. Parlo invano, perché mentre scrivo, da una radio nazionale, un buzzurro incolto e sgrammaticato, sta inneggiando alla troika e maledendo chi ha deciso che ci sarà un governo tecnico – quando nessuno ne ha ancora parlato. Qua o si torna a votare, e si vota con la testa, o arrivederci…

 

 

 

 

 

(5 giugno 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 


 

 

 

 




 

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