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Ci chiediamo sommessamente dove sono oggi quelli che davano del fascista a Matteo Renzi…

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di Giancarlo Grassi #Politica twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

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Va preso atto che la nostra non è una dichiarazione d’amore, né di voto. E’ semplicemente una domanda che ci viene dalla curiosità.
A pochi giorni dal voto europeo assistiamo ad una recrudescenza di comportamenti filo-fascisti come non ne vedevamo da tempo: e non è soltanto certa destra italiana parlamentare, che conosciamo bene dalla discesa in campo dell’Unto da Arcore, ma è soprattutto una estrema destra extraparlamentare che, non si sa grazie a quali aderenze, o forse si sa ma non si dice, non soltanto occupa interi palazzi a spese altrui e senza averne diritto, non soltanto può manifestare più o meno impunemente permettendosi di decidere chi ha diritto ad una casa e chi no, non soltanto può effettuare ronde sulle spiagge dei litorali o in quartieri romani per allontanare venditori ambulanti, ma si permette cose che a noi mortali non sono permesse e che, se le facessimo, ci porterebbero sicuramente guai molto seri.

E’ difficile non tornare con la memoria, dal punto di vista della cronaca politica non delle intenzioni di voto, alle violente dichiarazioni contro Matteo Renzi che veniva accusato di essere fascista, poco democratico, di essere un incapace, di volere distruggere lo stato, mentre oggi vediamo il 50% del governo pentaleghista che straparla di abolire le province e ripercorre gran parte delle proposte che l’ex segretario del PD e presidente del Consiglio fece a suo tempo dimenticandosi di avere bocciato persino il referendum che lasciava senza stipendio i senatori.

Ed è difficile non stupirsi di fronte al silenzio di tutti coloro, anche dello stesso partito di Renzi, che lo hanno chiamato dittatore, despota, tiranno, antidemocratico e gli hanno dato del fascista e che ora  rimangono zitti, muti ed impassibili di fronte a dichiarazioni ed azioni come quelle del ministro dell’Interno e segretario leghista ed alla battaglia intestina che Lega e M5S combattono sulla pelle e nelle tasche degli Italiani.

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(20 maggio 2019)

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