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Salvini: “Sforare il deficit del 3%”. Di Maio: “Così fai salire lo spread”. Il Gatto e la Volpe

di Daniele Santi #pentaleghismo twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Eccoli il Gatto e la Volpe a dare il meglio di loro sui palcoscenici mediatici, televisivi e radiofonici dell’Italietta incolta e razzista del secondo decennio del nuovo millennio: eccoli lì. L’uno – il Gatto – con dichiarazioni da tribuno romano, incaute e roboanti, imprudenti ed impudenti, e la Volpe a far finta di mettersi di traverso, a fare il fratello buono del ragazzaccio che va redarguito, a dire cose buone contrarie e del tutto opposte alle cattiverie del suo ex-amico sperando che gli italiani che ci sono cascati una volta ci cadano anche la seconda. Che pena…

Mentre lo spread sfiora i 280 punti e si deve trovare rapidamente una soluzione per i moltissimi che viste tutte le gabelle intendono rinunciare al reddito di cittadinanza, noto anche come la più straordinaria presa per i fondelli degli ultimi cinquant’anni eccoli: il Gatto e la Volpe a cercare, mantenendo saldi i patti perversi che li hanno messi insieme in un innaturale cammino suicida verso il più nero neofascismo, di mettere confusione in testa agli italiani. Eccoli fare finta di essere diventati improvvisamente nemici per accaparrarsi i voti degli scontenti di una e dell’altra compagine mentre il partito di Di Maio vinciucchia in Sicilia strapazzando i candidati leghisti che tonfano clamorosamente, ma nemmeno tanto, in tutta l’Isola.

Eccoli i ministri in perenne campagna elettorale giocare a chi la dice più grossa: travestito da gatto il primo e da volpe il secondo danno uno schiaffo all’Europa, tanto i miliardi di interessi li paghiamo noi, oltre ai loro stipendi, e un altro schiaffo all’Italia, mentre questo paese non si muove di un millimetro e l’unica cosa che cresce è la rabbia sociale del tutti contro tutti. Eccoli all’opera il Gatto e la Volpe, bugiardi e tronfi del loro potere, che è il potere della protervia, dell’incapacità e dell’opportunismo. Qui non è più questione di credere loro quando parlano male l’uno dell’altro, della destra o della sinistra. No, signora mia [cit.], ormai è questione di decidere di non cascarci più.

 




 

(14 maggio 201))

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