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La Premiata ditta D’Alema e le sorti del PD

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di G.G. #PD twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

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Con una delle prolisse interviste all’interno delle quali il leader Massimo celebra se stesso ricordando ad intervistatore e lettori le alte sfere da lui solcate inaccessibili al volgo che lo legge e lo scrive, l’uomo che è riuscito ad entrare in conflitto con un’intera classe dirigente dallo scioglimento del PCI in poi, ha lanciato un’altra delle sue proposte anti-Renzi che chiarisce come la Premiata Ditta D’Alema, con vassalli e valvassori al seguito, non veda l’ora di reimpossesarsi del PD grazie all’elezione di Nicola Zingaretti alla segreteria del partito in occasione dell’anniversario della morte del PD, il prossimo 3 marzo.

D’Alema dichiara, in soldoni, che se vincerà Zingaretti allora ci saranno serie possibilità di rivedere all’interno del PD i fuoriusciti del 2% che non hanno più la poltroncina sulla quale sedersi. Rientreranno così i vari Speranza, Bersani, Cuperlo, Grasso, tutta gente che sta lì da una vita e ben poco ha fatto se non perdere tutte le elezioni possibili, insieme forse allo stesso D’Alema e a tutta l’allegra brigata della congrega anti-Renzi la cui politica degli ultimi anni si è basata sul no al fumantino ex premier fiorentino.

L’intervista di Massimo D’Alema ci sembrerebbe, se decidessimo di perdere il nostro tempo per votare alle primarie di un partito che pensando alla sua rinascita celebra la sua morte dopo essere stato agonizzante dal 4 marzo 2018, un eccellente ragione per recarci al gazebo e votare GiachettiAscani che avranno almeno il merito di non cercare nessun accordo con dei perdenti legati soltanto alla gestione del potere. Una riflessione alla quale invito, e non per amore del PD, ma per amore del mio paese, a riflettere tutti coloro che pensano di votare per le primarie del 3 marzo.

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Ecco quindi ricostituirsi l’allegra congrega degli schiacciapulsanti agli ordini del leader Massimo che però leader non è, anche se fa il bello ed il cattivo tempo. Sono quelli che fanno finta di indignarsi per quella che chiamano la regia occulta di Casaleggio dietro il M5S. E non hanno nemmeno il buon gusto di tacere. E grideranno alla vittoria e al nuovo corso.

 





 

(21 febbraio 2019)

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