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Quelli che si fanno votare perché “non faremo il TAP” e una volta al governo “faremo il TAP”

di Daniele Santi #pentaleghismo twitter@gaiaitaliacom #politica

 

E’ la politica che si sbugiarda da sola, perché non c’è una politica più o meno onesta, c’è soltanto una politica capace e una, invece, cialtrona. Essi optarono per la seconda. Che è metterlo in quel posto al Salento tutto decidendo di fare il TAP dopo avere detto non faremo il TAP.

Cosa successe? Che la realpolitik ha vinto sulle buone [sic] intenzioni dei pentaleghisti al potere (quanto gli diamo ancora? sei, sette, otto mesi di vita? massimo un anno…) e quindi il “governo del cambiamento” – cambiamo tutte le poltrone e ci mettiamo i nostri amici, in perfetta continuità con quanto accaduto prima, ma almeno prima non ci si metteva l’abito finto della coerenza e dell’onestà – ha dovuto accettare, causa troppi soldi persi in caso contrario, a far saltare in aria il “No” TAP noto anche come Trans Adriatic Pipeline o Mafiodotto che dir si voglia, un gasdotto che taglierà in due un uliveto per circa otto chilometri – come se non fosse bastata la xylella – e che passerà anche per Turchia, Grecia, Albania, Adriatico e per il comune di Melendugno in provincia di Lecce. Un impiantucolo che porterà in Europa occidentale il gas naturale estratto nel lontano Azerbaigian.

Rinunciare al progettino costerebbe 15 miliardi che le promesse del pentaleghismo, già pentastellutismo, non avevano messo in conto e che faceva parte di tutti quei miliardi di euro che si sarebbero materializzati per infusione di idee (poche) e balle (tante), come i furibondi abitanti del Salento e gli ancora più furibondi militanti (tutti grillini, rock’n’roll!) del No TAP, stanno vedendo in queste ore.

Melendugno è quel luogo resto famoso nell’aprile del 2017 da quel genio di Alessandro Di Battista che da lì aveva lanciato uno dei suoi numerosi proclami: “Con i Cinque Stelle al governo questo progetto lo blocchiamo in due settimane”, proclama che è diventato in fretta Bibbia Pentastelluta grazie all’alacre lavoro gratuito di condivisione di tutti quelli che ci sono cascati.

Il lascito verbale del verboso Di Battista, ora in Guatemala ché del doman non v’è certezza, fallace oltre che falso, aveva procurato un sacco di parlamentari al M5S (percentuale bulgara di oltre il 65% nella zona, per il partito del ministro del Lavoro che non ha mai spostato un foglietto): parlamentari eletti al grido di “No al Mafiototto” (come si nota dalla foto ANSA in alto di Claudio Longo, il clima sul TAP è sempre stato estremamente sereno).

Purtroppo ci si casca sempre. Poi ci si sveglia. Sempre troppo tardi. Con tanta simpatia per gli amici del Salento.

 




 

(16 ottobre 2018)

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