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Distrutti i cippi che ricordano 174 massacrati dai nazisti a Padule di Fucecchio

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Mentre i tribuni sbavano violenza verbale, razzismo e fascismo ad ogni respiro perché quella è la loro missione in vita, teste vuote che non hanno passato, pensano di avere un presente e sono senza futuro moriranno inutilmente come hanno vissuto dopo avere usato il loro tempo inutilmente a svilire chi è morto affinché loro non sapessero che cazzo farsene della libertà che si ritrovano grazie a chi si è fatto ammazzare.

Abbiamo riassunto in breve, riteniamo compiutamente, ciò che alberga certi crani pieni di materia che definire cervello sarebbe un ossimoro e che ebbri della parole dei tribuni di cui necessitano per scatenare le loro gesta infami hanno distrutto i cippi che ricordano 174 uomini, vecchi, donne e bambini massacrati dai Nazisti a Padule di Fucecchio: successe il 23 agosto 1944 quando alcuni reparti dell’esercito nazista massacrarono indiscriminatamente, con metodi da guerra e di artiglieria pesante, 174 civili, fra cui neonati e anziani, all’interno del Padule di Fucecchio, fra le province di Pistoia e di Firenze, colpendo nei comuni di Monsummano Terme (frazione di Cintolese), Larciano (frazione di Castelmartini), Ponte Buggianese, Cerreto Guidi (frazione di Stabbia) e Fucecchio (frazioni di Querce e di Masserella). Era la Seconda Guerra Mondiale che Mussolini al grido di “Molti nemici, molto onore”, slogan ripetuto provocatoriamente dal ministro dell’Interno, aveva scatenato insieme al suo amichetto tedesco. E la storia, almeno fino a quando il pentaleghismo non la riscriverà per decreto, sta lì a ricordare ciò che è stato.

Ha denunciato l’accaduto il sindaco di Ponte Buggianese Nicola Tesi attraverso il proprio profilo Facebook, dopo avere ricevuto la segnalazione dai familiari delle vittime.

 

 

 




 

 

(31 luglio 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

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