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Virginia Raggi sfratta il Centro antiviolenza a Tor Bella Monaca. Il Campidoglio: “Il Centro non esiste”

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Virginia Raggi e il M5S sembrano non possano placare il loro furore anti-realtà associative che difendono i più deboli. LE più deboli, questo caso. Secondo Roma Today, infatti, lo sfratto dato alla Casa internazionale delle Donne a Roma non è bastato tanto che è stato chiuso anche il centro antiviolenza sulle donne Marie Anne Erize, sito nel quartiere di Tor Bella Monaca, che ha ricevuto lo scorso 10 luglio l’atto che sancisce lo sfratto e quindi la chiusura. Nella motivazione si legge “locali assegnati provvisoriamente con tipologia d’uso scaduta e non rinnovata”, burocratese seguito dalla convocazione per il prossimo 25 luglio presso i locali del Municipio per concordare la data della consegna dell’immobile.

Il centro antiviolenza sulle donne Marie Anne Erize si trova in via Amico Aspertini, e ai suoi operatori era stata affidata la sede attraverso una delibera della giunta Marino. Un affidamento diretto. Una pratica che per il M5S è la peggiore possibile.  Tanto che il Municipio VI ha diramato un comunicato stampa sulla questione che vi riportiamo di seguito, integralmente:

 

Il Municipio VI di Roma Capitale rende noto che non è in corso alcuno sgombero di un centro antiviolenza in via Amico Aspertini 393. L’associazione Cespp a cui erano stati originariamente assegnati i locali non risulta essere un Centro Anti Violenza e l’assegnazione stessa dell’immobile è scaduta e non rinnovata. La procedura di riacquisizione avviata dal Municipio VI è finalizzata ad un utilizzo dell’immobile sulla base dei bisogni individuati nel territorio.

L’associazione Cespp, la cui attività è stata impropriamente definita in alcune ricostruzioni circolate a mezzo stampa come un ‘centro antiviolenza’, non risulta avere contatti con i servizi sociali, possedere le caratteristiche previste dalla Legge Regionale del 19 marzo 2014 né aver vinto un bando con tale oggetto. Il centro non rispetta gli obblighi previsti dalla legge ed è aperto solamente su appuntamento o in rari momenti della settimana.

Nel Municipio VI sono attive per tali finalità due strutture: il Centro comunale di accoglienza per le donne sole o con figli vittime di violenza “Donatella Colasanti e Rosaria Lopez” in via di Torre Spaccata e il Centro Anti Violenza in via Sisenna, quest’ultimo inaugurato lo scorso marzo. Tali strutture, in rete con le Istituzioni ed i Servizi Sociali Municipali, sono le uniche a garantire la presa in carico delle donne offrendo l’assistenza e la tutela necessarie nonché l’individuazione di progetti individuali finalizzati al reinserimento delle singole o, in caso di presenza di figli, dei nuclei familiari usufruendo delle case di semi-autonomia.

 

Ne deriva che Stefania Catallo, presidente del centro antiviolenza di Tor Bella Monaca, non esiste. Che la sua presidenza è frutto di illazioni; che le donne che nel centro stesso hanno trovato rifugio e conforto non ci sono, che l’affidamento diretto è stata un’assegnazione fantasma ad un’entità evanescente o cos’altro? La Giunta Raggi odia le donne e l’associazionismo?

Non sappiamo: Se fosse così non si spiegherebbe lo sfratto al centro Il Grande Cocomero, che la giunta di Virginia Raggi la Magnifica ha operato nei mesi scorsi, o la pervicacia con la quale la Sindaca di Roma rifiuta dal giorno del suo insediamento di incontrare le associazioni LGBT della Capitale. Oltre che da incapacità cronica, Raggi sarà anche affetta da misantropia?

Certamente questo accanimento contro i più deboli è, anche politicamente, senza voler fare troppo gli umani, inspiegabile. E continua a far scivolare Roma verso il baratro che Raggi stessa ha iniziato a scavare.

Il Centro Antiviolenza di Tor Bella Monaca è una realtà molto importante. Un punto di riferimento per tantissime donne in difficoltà. Possiede una biblioteca con oltre 10mila volumi, una sartoria solidale che ha organizzato corsi presso la consulta delle donne a Civitavecchia, lezioni all’università Tor Vergata, sfilate di abiti realizzati al suo interno. Espressioni culturali che servono a tenere viva l’attenzione sulla violenza contro le donne, ma che alla Giunta del M5S che non-governa Roma non interessano nulla.

 




 

(12 luglio 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

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