Roma
poche nuvole
26.7 ° C
27.2 °
25.4 °
77%
3.1m/s
15%
Gio
30 °
Ven
30 °
Sab
30 °
Dom
30 °
Lun
21 °

POLITICA

Pubblicità

ALTRA POLITICA

Pubblicità

ESTERI

Pubblicità
HomeNotizieDiritti UmaniQuattromila firme per la petizione di Palestine Action Italia contro l'informazione Rai...

Quattromila firme per la petizione di Palestine Action Italia contro l’informazione Rai sui temi legati ad Israele

Pubblicità
SEGUI GAIAITALIA.COM SU
Testo:

Palestine Action Italia ha promosso una petizione pubblica per chiedere stop alla “propaganda sionista in Rai”. L’iniziativa nasce dopo un servizio andato in onda il 24 luglio 2026 durante l’edizione delle 20:00 del Tg1, a firma del corrispondente Rai per il Medio Oriente Giovan Battista Brunori, dedicato a un assalto di coloni israeliani a un villaggio in Cisgiordania. Il servizio ha ricostruito l’episodio presentandolo come un attacco da parte palestinese nei confronti di un gruppo di “escursionisti” – una scelta lessicale che, riferita ai coloni responsabili dell’aggressione, capovolge il rapporto tra aggressori e vittime, restituendo al pubblico un quadro dei fatti non corrispondente a quanto documentato da fonti internazionali indipendenti.

La petizione ha già raccolto 4.000 firme e ha visto l’adesione di USB – Coordinamento Rai.

LEGGI ANCHE

Chiuso l’account Donorbox per le donazioni a Palestine Action Italia

È successo di nuovo, ma questa volta più in grande. Dopo che l’anno scorso era stato il governo...

Questo servizio non è un caso isolato:

  •  18 luglio 2026 – Ultimo episodio segnalato: un servizio di soli 20 secondi dedicato all’attacco a un caffè sul mare a Gaza, che ha ucciso più di 7 persone, tra cui un bambino di 13 anni, e ferito gravemente tanti altri. Nel servizio trasmesso su TG1, la giornalista Perla Dipoppa ha descritto l’attacco come diretto a “una riunione di Hamas, secondo IDF”, facendosi megafono – secondo Palestine Action Italia – di ciò che è l’evidente propaganda dell’occupazione.
  • 12 ottobre 2025 – Al convegno “La storia stravolta e il futuro da costruire” (UCEI e Cnel), la direttrice dell’Ufficio Stampa Rai Incoronata Boccia ha dichiarato che “non esiste una sola prova che l’esercito israeliano abbia mitragliato civili inermi”, accusando il giornalismo internazionale di essersi piegato alla propaganda dei “set” allestiti da Hamas, mentre i rapporti ONU documentavano circa 67mila palestinesi uccisi tra il 2023 e il 2025, in gran parte civili. Di fronte alle polemiche, la Rai si è limitata a difendere Boccia.
  • 11 agosto 2025 – Un altro caso aveva già coinvolto lo stesso Brunori: un suo post su X che accostava il giornalista di Al Jazeera Anas Al-Sharif a membri di Hamas era stato letto da colleghi e osservatori come un endorsement implicito della narrazione israeliana, che etichettava Al-Sharif come terrorista senza che fosse mai stata fornita alcuna prova confermata da un’indagine indipendente.
  • 11 febbraio 2024 – A Domenica In, durante lo speciale su Sanremo, Mara Venier ha letto in diretta un comunicato dell’ad Rai Roberto Sergio con parole di solidarietà a Israele, come replica all’appello di Ghali dal palco dell’Ariston contro il genocidio dei palestinesi. Il comunicato ricordava gli ostaggi in mano ad Hamas e le vittime del 7 ottobre, ma nessun riferimento alle vittime civili palestinesi: dal pubblico si sono levate proteste in diretta, con richieste di citare Gaza.
  • A questo si aggiungono i tweet di Antonino Monteleone, giornalista di Rai 3, che ha più volte pubblicato sui social contenuti in cui nega il genocidio e ridicolizza la morte del giornalista palestinese Al-Sharif. Post incompatibili con il servizio pubblico.

Per i promotori della petizione, questa sequenza di episodi dimostra un problema strutturale nel modo in cui il servizio pubblico racconta il conflitto — aggravato dal fatto che in Rai manca una rappresentanza italo-palestinese quando si parla del genocidio: i giornalisti e attivisti italo-palestinesi sono quasi sempre assenti dai programmi, a differenza delle voci sioniste, sistematicamente presenti.

A rendere ancora più grave la situazione, secondo i promotori, è il contesto in cui si inserisce: Nonostante rapporti delle Nazioni Unite, di Amnesty International, di B’Tselem e dell’Associazione internazionale degli studiosi del genocidio (Iags) denuncino concordemente il genocidio in corso, la Rai continua a ripetere la narrazione israeliana e a rifiutarsi di usare questa parola.

LEGGI ANCHE

Somalia, Medici Senza Frontiere: “A Baidoa un bambino su due affetto da malnutrizione acuta”

Negli insediamenti per sfollati a Baidoa, nel sud-ovest della Somalia, 1 bambino su 2 sottoposto a screening è...

Gli attacchi alla petizione – tentativo di intimidazione

Nei giorni successivi alla pubblicazione, la petizione è diventata oggetto di critiche e attacchi da parte di diverse associazioni sioniste e testate giornalistiche – tra cui il Giornale e Libero -oltre che da esponenti delle forze di governo e dal sindacato Unirai Figec.

In una nuova dichiarazione diffusa il 10 agosto 2026, USB ha respinto e denunciato quello che definisce “l’ennesimo episodio di aggressione nei confronti di chi svela i comportamenti inaccettabili dell’informazione italiana”, parlando di “un attacco dal carattere profondamente antidemocratico”

USB richiamano inoltre il dato dei 268 giornalisti palestinesi uccisi a Gaza, per i quali non ci sarebbe stata alcuna condanna o solidarietà da parte di chi oggi invoca sanzioni e provvedimenti disciplinari contro la petizione, sostenendo che il problema non risieda nei singoli giornalisti ma in quella che definisce “la macchina del consenso”.

A Palestine Action Italia sottolineano il sostegno che, in questi mesi, lavoratrici e lavoratori Rai hanno dato alla causa palestinese aderendo agli scioperi generali, facendo spesso saltare trasmissioni radiofoniche e televisive in tutta Italia – una partecipazione che, secondo i firmatari, dimostra come all’interno dell’azienda esista una parte del personale che non si riconosce nella linea editoriale contestata. “Una Rai sana esiste, ed è fatta proprio da quei tecnici, impiegati e giornalisti che in questi mesi hanno aderito massicciamente a tutte le mobilitazioni chiamate e sostengono la petizione”, affermano i promotori invitando a unirsi alla petizione.

 

 

(24 agosto 2026)

©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 

 

 




Iscrivetevi alle Newsletter di Gaiaitalia.com Notizie

Torino
pioggia moderata
14.5 ° C
16.1 °
13.7 °
88%
1.4m/s
98%
Gio
18 °
Ven
23 °
Sab
20 °
Dom
21 °
Lun
15 °
Pubblicità

LEGGI ANCHE