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Il giornalino di Travaglio esorta “all’ottimismo” di fronte a disfattismo e catastrofismo. Via blogger

di Daniele Santi #leccaculismo twitter@gaiaitaliacom #politica

 

 

Mentre Marco Travaglio ha ritrovato l’antica verve ed è riuscito, di fronte ai disastri del suo protetto pentastellato, a dire inquadrato dalle telecamere amiche che se non si fa un governo la colpa è del PD, il quotidiano da lui fondato e diventato in breve tempo il megafono dell’Armata Brancaleone di quelli che fanno la Storia (De Gasperi la stava facendo sul serio, ma non lo disse mai. Lo disse però Virginia Raggi quando vinse a Roma, senza spiegare verso cosa la sua storia sarebbe andata) va nella direzione dell’ottimismo scagliandosi contro quelli che spargono disfattismo, pessimismo, catastrofismo, e sono naturalmente tutti gli altri media, noi compresi. Ammesso che la blogger baciata dalla sorte ci consideri un media.

Il consiglio della buona madre arriva da Pia Starace, blogger del gaudente quotidiano travaglino che cambia idea ogni trenta secondi a seconda di come va Grillo, e mette in riga tutti coloro che non credono nelle panzane, scusate, nel miracolo targato M5S-Lega descrivendo un mondo a rovescio dove le difficoltà di fare un governo non sono dovute alla cialtronaggine ed al maldestro muoversi da elefante tra i cristalli dall’ex steward che farà la storia e del leghista che tace su 49 milioni di euro, ma dalla riabilitazione di Silvio Berlusconi ad opera del Tribunale di Milano.

L’articolo parte da una premessa che è necessaria a comprendere la faziosità del Fatto più che la realtà delle cose. La premessa è che Lega e M5S “rispecchia la stragrande volontà degli italiani, da Sud a Nord” che è la scoperta dell’acqua calda. Starace parla poi di due “partiti/movimenti guidati da energie fresche e trascinatrici che hanno saputo interpretare le attuali istanze dei cittadini, quelle più vere, quelle che non passano dal filtro falsificante della narrazione“. E qui che giace lo straordinario potere del Fatto. Il vendere tutto ciò che passa sugli altri media come narrazione, accreditando il giornale travaglino – quello che ha come solo faro “la Costituzione, il suo art.3”, come patriotticamente recitava il buon Gomez qualche giorno fa – l’unico depositario della verità. Insieme ai sacri blog del Guitto.

Dunque coloro che vedono la realtà per quella che è, due movimenti che non possono mettersi d’accordo, che continuano a chiedere tempo quando tempo non ce n’è più, dove uno dei due – l’ex steward – dice che tutto va bene e l’altro – il leghista che tace su 49 milioni di euro – dice il contrario e che se non c’è accordo ci si saluta, sono disfattisti, pessimisti e catastrofisti. O radical chic, che suona meglio, e che per il popolo del Fatto – contento della propria incultura eletta a virtù – è sinonimo di disprezzo e fa contenti lettori ed editore, quell’editore che ospita blogger sì illuminati donando loro la visibilità che tutti gli italiani cercano, perché solo quella cercano, ricompensandoli in questo modo di avere sottoscritto un abbonamento sostenitore.

Non so cosa mi trattenga dal dire che si tratta di leccaculismo.

 




(15 maggio 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

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