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Rai: di vecchio, di più o della tv da post-gita all’ospizio

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di Ghita Gradita #televisione twitter@gaiaitaliacom #insolitignoti

 

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Ricordo tutto uno spammare spot promozionali sulla nuova [sic] programmazione Rai, poco prima della nuova stagione televisiva 2017/2018, dove si delirava di giovane, nuovo, nuova Rai, e nuovi programmi. La realtà è stata che la cosa più nuova della Rai è stata “Che Tempo che Fa” che ha cambiato rete. Tutto il resto è uguale all’uguale e se ne farebbe anche a meno, se proprio il nuovo deve essere quello.

Non mancano altri capolavori, puntualmente propinati ad ora di cena e che questa scrivente ogni tanto segue per lavoro, perché deve scriverne. Ultimo della serie il programma condotto da Amadeus e noto come I Soliti Ignoti (nella speciale [sic] versione della domenica sera, perché nelle puntate settim,anali si chiama “I Soliti Noti”… Fantasia al potere): concorrenti patetici, considerazioni ridicole, il buon Amadeus che cerca con l’ironia – puntualmente non raccolta – di fare del suo meglio per rendere il programma godibile, e la fiera della gerontocrazia artistica dell’italietta fottuta del primo ventennio del nuovo millennio: ultimo della serie dei giovani alla ribalta Dodi Battaglia dei Pooh, uomo che sprizza umiltà ad ogni ansito, frizzante nei suoi 67anni tutti d’un pezzo, attraenti come il nero rossastro dei capelli tinti che esibisce insieme al sorriso made in Croatia maybe ed all’ostentare di un leggero tirare del muscolo della mascella interiore a fini di sicurezza e finta modestia: io sono un divo, ma di quelli umili.

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Il programma è inguardabile, ma rincretinisce le famiglie che si inchiodano alla tivù alle sette di sera, come i miei genitori ottantenni, e non hanno voglia, o tempo, o dita sufficienti, per cambiare canale. Quindi è utile ad un certo qual disegno.

Sul programma, anche volendo, non c’è proprio nulla da dire. Sulla Rai ci sarebbe molto: una programmazione brutta, vecchia, stantìa; gli stessi volti devastati dal botulino che andavano in onda vent’anni fa sono ancora tutti lì a condurre i medesimi programmi: una vergogna nazionale.

Per fortuna ci sono i telegiornali che non dicendo quasi nulla di ciò che succede sul serio, edulcorando tutto ciò che di serio succede, finiscono per non esistere. Insomma la televisione perpetra se stessa. Speriamo si suicidi in fretta insieme a tutte le sue concorrenti. Teleberluscas in testa a tutte.





 

(25 febbraio 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 




 

 

 

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