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Roberto Bolle è dio, ma la regia dello show è inguardabile

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di Ghita Gradita #televisione twitter@gaiaitaliacom #danzaconme

 

 

“Danza con me” doveva essere l’omaggio a quell’angelo della danza che è Roberto Bolle e così è stato. Peccato che per uno spettacolo televisivo ben ingegnato, ben architettato, con ospiti tanto importanti e così grandi possibilità l’insufficiente regia sia stata non soltanto di gran lunga inferiore ad ogni possibile aspettativa, ma abbia ridotto di molto la spettacolarità dell’evento, riducendo le meraviglie possibili a favore di un appiattimento televisivo assai discutibile. Certo, se l’obbiettivo era la promozione del fenomeno Bolle al grande pubblico, viste anche le reazioni sui social, questo è stato centrato in pieno ma la Danza è un’altra cosa.

Ci chiediamo infatti come sia possibile che un regista televisivo dimentichi che la danza vive di passi e privilegi, soprattutto nei passi a due, i primi piani o mezzi primi piani, senza mostrare le evoluzioni ed il lavoro dei corpi, estremamente più importanti. O di chi sia stata l’idea scellerata di far danzare un genio della danza di strada, un artista ineguagliabile come Lil Buck, alla sua prima esibizione in Italia, un danzatore straordinario dal corpo di gomma, a debita distanza dal dio Bolle (ce la prendiamo con i registi della trasmissione non con Bolle) senza riuscire ad architettare un modo televisivamente sensato per mettere insieme i due artisti e farli agire, anzi, interagire artisticamente per uno spettacolo che sarebbe stato, allora sì, unico. I due hanno danzato a distanza con le telecamere ad inquadrare ora uno ora l’altro, senza dare un senso nemmeno al racconto che non c’era, con Bolle che da lontano saluta Lil Buck quasi che l’arte di Bolle sia inarrivabile per chicchessia. Orribile sapore trumpiano…

Poi le esibizioni degli amici e gli ampissimi spazi semivuoti dove Roberto Bolle danzava solo, come straordinaria bravura esige, spazi televisivamente troppo ampi, con movimenti di macchina insopportabili alla ricerca dell’immagine a effetto più che della dinamicità della danza del grande Bolle. Peccato. Anche perché da ciò che si è visto, la prossima volta non andrà certamente meglio.

E quasi cinque milioni di spettatori incantati dal Bolle seminudo (e come non essere incantati?) non stanno certo a guardare i madornali errori registici che non hanno giovato né a Bolle né alla trasmissione…

 




 

(2 gennaio 2018)

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