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HomeNotizieE sulla Polonia l'Europa s'è desta

E sulla Polonia l’Europa s’è desta

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di G.G. #Polonia twitter@gaiaitaliacom #ultimenotizie

 

 

L’Europa ha finalmente deciso di intervenire sul governo integralista cattofascista di Legge e Giustizia, al potere in Polonia, che sta distruggendo le istituzioni democratiche polacche e di fronte a crescenti, cieche, insensate e sistematiche violazioni dei principi e valori dello Stato di diritto e dei Trattati europei la Ue ha deciso di avviare le procedure di attivazione dell´Articolo 7 dei Trattati, i quali prevedono sanzioni fino alla riduzione degli aiuti e alla sospensione dei diritti di voto.

Il partito nazionalista e cattofascista dell’integralista omofobo Jaroslaw Kaczynski, il cui gemello è morto in un incidente aereo qualche anno fa, ha reagito con la durezza di chi guarda al cielo per disprezzo agli uomini ed incolpa l’UE di colpire la Polonia perché non vuole i musulmani e dichiara con un nota che “L’Ungheria ci salverà”. Cioè i maneggi di Putin ci porteranno, con l’Ungheria, fuori dall’EU dove saremo finalmente liberi di discriminare chi vorremo.

Ora la Polonia è in panico perché se è vero che è il paese più popoloso dell’est dell’Unione (grazie al cui cattofascismo la destra continua a vincere in Europa, fatto che spiega la timidezza dell’UE nel prendere decisioni sensate anti-integralismo), e se è vero che l’economia polacca va benissimo, è altrettanto vero che un terzo della sua crescita media è sostenuto dai fondi di coesione europei.

La riforma della Giustizia voluto dai fasciocattolici di Kaczynski ha di fatto abrogato l’indipendenza del potere giudiziario e lo ha sottomesso al potere politico consentendo al Ministro della Giustizia di nominare liberamente giudici ordinari e membri della Corte suprema e del Tribunale costituzionale, diventando – accorpando oltre alla carica di Ministro anche quella di procuratore. In Polonia è poi prassi governativa elogiare le manifestazioni neonaziste defiendole “patriottiche” come quella di qualche settimana fa quando sessantamila estremisti di destra con simboli ultrà fascistoidi e slogan antisemiti, antimigranti e antieuropa avevano scosso le fondamenta della convivenza civile europea.

 




(21 dicembre 2017)

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