di Giancarlo Grassi, #Roma twitter@gaiaitaliacom #grillology
È scomparso a 104 anni Edgar Morin, una vita contro la frammentazione del sapere in nome del pensiero complesso
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Dunque Virginia Raggi “secondo la regola dei due mandati” non dovrebbe ricandidarsi qualora dovesse arrivare a fine legislatura, considerando che non è detto che i romani siano disposti a tenersela (chi ha detto “godersela”?) fino al 2021, scadenza naturale della sua aurea legislatura. Lo scrive Repubblica nella sua cronaca romana.
Lei è la Sindaca tutta d’un pezzo che non-governa la capitale e che va all’opera vestita da coperta della nonna. A margine di una conferenza stampa in Campidoglio la Sindaca che soffre per “Spelacchio” morto e vuole conoscere le ragioni della prematura scomparsa (noi invece vorremmo sapere quanto è costata la disastrosa operazione) ha detto tra il serio e il faceto che non si ricandiderebbe qualora arrivasse a fine legislatura perché “arrivare viva alla fine di questo mandato” sarebbe già “un grandissimo successo”. Dalle sue parole non si evince se parla per sé o per Roma.
Tradotto dal pentastellatese la dichiarazione della Sindaca dei Sesterzi significa che lei ritiene di stare lavorando assai bene e che sicuramente, alla fine del mandato, si ricandiderà alla poltronissima capitolina perché il M5S è l’unica salvezza per l’Italia, come la sconsiderata campagna elettorale di Luigi Di Maio sta dimostrando.
Nel frattempo speriamo nella sopravvivenza di Roma nel caso ai pentastellati riuscisse ciò che nemmeno a Nerone…
(19 dicembre 2017)
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