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La Francia testa l’Eolico Fluttuante

di Alexandru Rotaru, twitter@AlexandruRotaru

 

 

Dopo l’annuncio di Parigi di voler far sparire le auto diesel e benzina entro il 2030, la Francia non si ferma sul fronte ecologico. Il 13 ottobre scorso una pala eolica fluttuante ha preso il mare al largo di Croisic (Loira atlantica). Questo prototipo è stato rilasciato in mare per essere testato in condizioni reali, se dovesse superare tutti i test potrebbe essere il primo di una filiera promettente.

Bravi, ma non ancora bravissimi. La Francia dispone di più di 11 milioni di kilometri quadrati di spazio oceanico sotto la sua giurisdizione nella France Meetropole e d’oltre mare, un potenziale eccezionale, che purtroppo non ha ancora visto nemmeno un parco eolico offshore girare vicino alle proprie coste, nonostante, fino al 2016, la capacità installata in Europa era di 12,6 gigawatts.

Sono 6 i parchi eolici in mare, di una potenza totale di 3 GW, che sono stati programmati al largo delle coste della Normandia, Britannia e della Vandea, in seguito a due appelli lanciati dal governo nel 2011 e nel 2013. La loro costruzione però si scontra con i ricorsi sistematici delle associazioni Anti-Eolico, cosa che dunque non permetterà alle turbine di funzionare prima del 2020 (nel migliore dei casi).

Torniamo all’Eolico fluttuante, a differenza dell’Eolico marino classico, dove il materiale è posato fisso sul fondo marino, il fluttuante si posa su una piattaforma che galleggia sull’acqua, che si attacca al suolo con un dispositivo di ancoraggio. All’occorrenza, il fluttuante è una piattaforma a 4 lati, vuota al centro, di cemento leggero e di 36 metri per ogni lato, attaccata al terreno da 6 corde fatte di un nylon molto resistente. Questa struttura regge una pala di 60 metri in altezza, equipaggiata di un rotore di 80 metri di diametro. Assemblato nel porto di Saint-Nazaire, dalla start-up Ideol (65 lavoratori e un giro d’affari di 4 milioni di euro), La struttura deve essere rimorchiata in buone condizioni metereologiche verso il sito di prova che si trova nella parte di mare gestita dalla centrale di Nantes, a 22 chilometri dal littorale, in una zona dove il fondo marino è a 33 metri di profondità e dove le onde possono arrivare fino a 16 metri di altezza. La struttura potente ben 2 Megawatts, sarà collegata al continente da un cavo che farà passare l’energia elettrica prodotta sulla rete, la fase di test durerà ben 2 anni.

Il Fluttuante presenta diversi vantaggi, nei confronti dell’eolico fisso in mare, che non può essere installato al di là dei 35 o 40 metri di altezza d’acqua, non potendo così sfruttare i siti più lontani dalle coste. Ad esempi dona accesso a dei venti molto più forti e costanti, le turbine producono così per il 55% del tempo contro il 40% dei modelli fissi, riducendo l’impatto visivo ed i conflitti d’uso dello spazio marino, e dunque il rischio di possibili ricorsi. Questo gioiello è costato 25 milioni di euro, di cui 10 finanziati dall’Unione Europea, e di cui 5,7 dall’agenzia per l’ambiente ed il controllo dell’energia, il tutto facente parte del progetto chiamato: Floatgen. Altre quattro fattorie pilota di eolici fluttuanti vedranno la luce da qui al 2020. Saranno tre Mediterraneo e una nell’Atlantico, ognuna composta da 3 o 4 turbine, che avranno una potenza di 24 Megawatts.

Queste “fattorie” che uniscono più turbine in una sola struttura potrebbero abbattere i costi che si hanno per strutture da una sola turbina, considerati troppo alti per essere introdotti in un mercato concorrenziale dove anche Scozia, Norvegia, Giappone, Portogallo e Taiwan stanno già sperimentando le cosìdette “fattorie”.  L’ obbiettivo? Ventuno GW prodotti da eolico fluttuante da qui al 2030 solo dalla Francia…. allons y alors!

 




 

(17 ottobre 2017)

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