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Prima ti ignorano, poi ti combattono, poi muoiono dal ridere: Luigino e i Sette Nani

Luigi Di Maio in tutta la sua umiltà in una foto di repertorio

di Giovanna Di Rosa, twitter@gaiaitaliacom

 

 

Finalmente il Sacro Blog ha resi noti i nomi dei grandi statisti che si sfideranno a suon di milioni di voti per le primarie del M5S per il candidato premier alle elezioni del 2018 (questo mentre Musumeci in Sicilia sta facendo a pezzi nelle intenzioni di voto il povero Cancelleri). Ne deriva una riedizione dell’antica fiaba che potremmo intitolare Luigino e i Sette Nani”, sette nani che nell’antica favola almeno una preparazione specifica ce l’avevano: andavano a lavorare.

Il Sacro Blog del Vate li ha messi tutti in fila, con foto e curriculum allegati, in un ormai consueto museo degli orrori dal quale – intelligentemente, sappiamo che suona come un ossimoro – Roberto Fico e Alessandro Di Battista si sono tenuti alla larga.

Gli aspiranti candidati alla carica di premier, oltre al gigante Luigino Di Maio dallo Stadio San Paolo, sono degli emeriti sconosciuti il cui curriculum, alla pari di quello del prescelto – perché è evidente che tutte le altre candidature sono candidature di facciata per fingere una democrazia che nel M5S non esiste – sono tutti straordinari esempi di ciò che il M5S pensa della politica. Si va da Vincenzo Cecchetti, operatore informatico dal “lontano 1988” che si vanta di non “avere mai avuto rapporti con la pubblica amministrazione” e si vende per questo come “non condizionabile nelle sue scelte”, affermazione, come molte altre, discutibile. La sua dichiarazione d’intenti parla di “BuonSenso nel pieno rispetto della volontà manifestata dai cittadini !!”, proprio così: BuoNSenso tuttoattaccato e due punti esclamativi con spazio precedente. Tra i vari “No”, quello “al paraculismo”, che la sana volgarità da bar fa bene alla politica. Luigi Di Maio, di lui sappiamo molto: assurto non si sa come, con l’appoggio di Bersani, alla carica di vicepresidente della Camera, è noto per sgrammaticate locuzione in gran parte corrette dopo poche ore, per le idee che cambiano in accordo con la mente dei Capi Supremi e per cambiare opinione un giorno sì e un giorno anche. E’ evidentemente già stato deciso che lui sarà il candidato premier. Gli altri sono agnelli sacrificali. O cinghiali da arrostire. Vedete voi. La signora Elena Fattori rimanda alla sua pagina Facebook per parlare di sé e delle sue idee in vista della (im)possibile corsa alla poltrona di premier. Ve ne andate sul social e ve la cercate. Poi scriveteci e faremo due risate insieme. Andrea Davide Frallicciardi inserisce il suo curriculu vitae completo di grandi imprese: assembalggi, installazioni, contratti di apprendistato, lavori a tempo determinato, formazioni all’istituto tecnico, ha “capacità e competenze personali acquisite nel corso della vita e della carriera [sic], ma non necessariamente riconosciute da certificati e diplomi ufficiali”, perché cosa volete mai che contino un diploma ufficiale o una laurea. Annuncia di essere madrelingua italiano, casomai aveste qualche dubbio, e di avere in Inglese: • Capacità di lettura intermedio • Capacità di scrittura intermedio • Capacità di espressione orale intermedio; mentre in francese: • Capacità di lettura elementare • Capacità di scrittura elementare • Capacità di espressione orale elementare. Cioè le lingue le parla male o non le parla.

Domenico Ispirato dopo essere diventato capocantiere “ha svoltato” ed è passato dall’altra parte (quale)?) della barricata, confessa di avere “l’esperienza d’impresa ma potevo fare opere con la concezione di salvaguardare il contributo pubblico. Tale ruolo l’ho sostenuto fino al 2014”, non abbiamo capito bene di quale ruolo parli, ma siamo noi ad essere cretini. Obbiettivi politici: “pormi al servizio della comunità, espletando il mandato avuto tramite elezioni con il MoVimento 5 Stelle.Tutto quanto esiste nei principi ed i valori del M5S espressi sia nel No-Statuto sia nel regolamento si configurano appieno con lo spirito della mia persona. Ancor più avendo solo il ruolo di Attuatore del programma già votato e realizzato dalla rete.” Abbiamo poi Gianmarco Novi obbiettivo dichiarato del quale non è essere presidente del Consiglio, ma “essere Portavoce del Movimento 5 Stelle e attuarne il Programma Elettorale”. Non finisce qui. Novi vuole “riportare in Italia la Sovranità Monetaria (banche di Stato), istituire il Bilancio Partecipativo Statale, istituire i Referendum Dispositivi e Abrogativi sul modello Svizzero”, tutto con lettera maiuscola. Ritiene inoltre necessario “portare all’attenzione del Governo e del Parlamento la reale applicazione della Costituzione Italiana e l’introduzione del concetto di antispecismo“. Abbiamo poi Nadia Piseddu, laurea di primo livello in ingegneria aerospaziale, laurea magistrale in ingegneria aerospaziale, già project manager occupandosi di moulding & packaging…

E quindi Marco Zoldan: maturità tecnica, servizio civile, consulente informatico, insegnante e programmatore. Tra le sue imprese indimenticabili “la creazione di software per la gestione di macchinari per tintoria, gestione amministrativa per la gestione (repetita juvant) degli uffici, creazioni di siti internet piuttosto che (quindi o l’uno o l’altro? o si riferisce a siti internet e informatizzazione?) informatizzazione delle procedure di un’ente pubblico”. Fortemente votato all’empatia supportava professionalmente i “neofiti nei forum di Google dedicato all’indicizzazione dei siti nei motori di ricerca”. Un benefattore. Attualmente e assessore e “tra i molti successi” il “buon livello d’informatizzazione del Comune di Sarego”. Annamo bbene.



Si tratta solo di un resumé dei curricula (per i colti 5 Stelle; curricula è il plurale di curriculum, ndr), perché tante sono le straordinarie imprese dei candidati che si oppongono [sic] a Luigi Di Maio per rendergli la vita durissima, dio come dovrà lottare!, e che si contenderanno il trono di candidato a suon di milioni di voti di iscritti al Sacro Blog – che nessuno conosce, di cui nessuno sa nulla, a parte Grillo&Casaleggio – e che abbiamo visto con quale entusiasmo, e con quali numeri!, hanno votato nella precedenti clicckarie del Sacro Blog. Puta caso che Di Maio dovesse perdere – posto che l’hanno blindato – vi immaginate cosa sarà capace di fare Beppe Grillo pur di farlo risultare vincitore? Non è la prima volta che la Diarchia sbugiarda il “popolo del web”…

Così che, viste le candidature e i curricula, che potete controllare sul sacro Blog del Vate del quale nemmeno ci sogniamo di digitare il link, succede che viene voglia di parafrasare tutto il parafrasabile perché alla fine Luigi Di Maio ha ragione quando parla dell’ingratitudine umana. Perché prima ti ignorano, poi ti combattono, poi muoiono dal ridere.




(19 settembre 2017)

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