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“Giustappunto!” di Vittorio Lussana: “Nerd a 5Stelle”

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di Vittorio Lussana  twitter@vittoriolussana

 

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Il Movimento 5 Stelle teorizza l’isolamento e poi dice che i ‘matti’ sono gli altri. Un modo di ragionare ‘monocorde’, che non si capisce se derivi dalla paura di non essere all’altezza delle decisioni politiche da prendere o da un’organizzazione interna ancora eccessivamente ‘liquida’. Una forza che si presenta sul palcoscenico della politica con un messaggio ambiguo e assoluto al tempo stesso, che non prevede visioni strategiche d’insieme, né alcuna coerenza di princìpio: una comitiva di ‘nerds’ che pretende di entrare al casinò unicamente per giocare a briscola. Se la legge elettorale per l’elezione dei sindaci è diversa rispetto a quella delle altre consultazioni, dovrebbero essere loro a proporsi per trovare un compromesso programmatico con qualcuno. E’ raro vincere da soli alle amministrative. E i risultati da loro sin qui ottenuti sono quasi ‘miracolistici’, frutto di un ‘effetto novità’ che rischia di esaurirsi lungo la strada. Inoltre, questa concezione dispregiativa nei confronti della parola ‘compromesso’ è veramente ridicola: persino quando si acquista un immobile o ci si presenta davanti a un notaio lo si fa al fine di firmarne uno. Il termine è pacificamente previsto dal nostro codice civile, per la sua discendenza dai cosiddetti ‘negozi’ giuridici. Il matrimonio stesso rientra in questa categoria, come fattispecie. Presentarsi al cospetto dell’opinione pubblica come chi vorrebbe divorziare prima ancora di sposarsi, o licenziarsi senza esser mai stato neanche assunto, segnala solamente la congenita incapacità ad assumersi una responsabilità qualsiasi nei confronti di terzi, cittadini, Stato, governo o singoli individui che dir si voglia. Continuare a professare la dottrina del voler stare da soli come degli ‘asociali’ non li condurrà molto lontano. E li segnalerà all’opinione pubblica come un movimento disorganizzato e inconcludente, animato da generiche ‘buone intenzioni’: quelle che lastricano la via che conduce all’inferno. Continuare a giudicare sempre e solamente gli altri, senza mai accettare i propri difetti, rifiutandoli per esigenze propagandistiche o di mera immagine, comporta un solo, unico, ma gigantesco, giudizio definitivo. Pesante come una pietra tombale.

 

 

 

(15 giugno 2017)





 

 

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