di G.G.
Tra ponti e pontiere la politica italiana non si sente molto bene
di Giovanna Di Rosa Cento ne dicono e nemmeno una ne fanno. A meno che non convenga loro.... →
“Ha voluto a tutti i costi una foto con me. Mi ha fatto pena”. Trump si fa beffe di Meloni che si infuria
In un'intervista che descrive da sola lo stato di questo poveraccio senile, giunto ormai alla fine dei suoi... →
Non c’è che dire: le elezioni in Gran Bretagna prima e Francia poi confermano innanzitutto il “fiuto” dei politici di casa nostra nel puntare sui cavalli vincenti: da Luigi Di Maio che ipotizzava Nigel Farage primo ministro del governo britannico, quando invece Farage è scomparso dalla scena politica d’oltremanica, a Matteo Salvini che si era scelta come alleata Marin Le Pen che al di fuori del suo feudo è praticamente morta. Il suo Front National non raggiungerà nemmeno i 15 deputati necessari a formare un gruppo parlamentare. Per dire.
Emanuel Macron da parte sua, con la sua La Republique En Marche!, potrebbe portarsi a casa tra i 411 ed i 455 seggi all’assemblea nazionale su un totale di 577 disponibili. E nessuno in Francia sta gridando alla dittatura, au contraire. Domenica prossima il secondo turno delle legislative francesi ci dirà se la situazione politica sarà quella uscita dal primo turno o se ci saranno novità. Per ora non è solo Le Pen ad uscire con le ossa rotta, ma anche il Partito Socialista, al minimo storico con un risultato vicino all’8% e Mélenchon che si attesta all’11% ed afferma che subito attacca Macron.
(11 giugno 2017)
©gaiaitalia.com 2017 – diritti riservati, riproduzione vietata
