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Cecenia, Ambasciata russa rifiuta firme di Amnesty, attivare in Italia la legge sulla protezione internazionale. Il comunicato stampa

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di Gaiaitalia.com

 

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Da Anddos Gaynet Roma riceviamo il comunicato stampa che pubblichiamo integralmente di seguito:

 

“Oggi – il 5 giugno, ndr – nei pressi dell’ambasciata russa a Roma in Via del Castro Pretorio,   Amnesty International – Italia ha provato ha consegnare invano all’ambasciata russa le oltre 40.000 firme raccolte contro le torture e le uccisioni degli omosessuali in Cecenia. Erano presenti All Out, diverse realtà lgbti romane, il coordinamento Roma Pride, il collettivo Prisma – Sapienza e i giornalisti di Pressing Nobavaglio. Il circolo Anddos-Gaynet Roma – afferma il Presidente Rosario Coco – è sceso in piazza insieme alle altre realtà con i simboli del movimento Noi esistiamo”. 
“Lo abbiamo detto in 5 lingue, compreso l’inglese, perché non esiste una cultura immune all’omo-transfobia e quello che accade oggi in #Cecenia può accadere in tutte quelle altre parti del globo, specie nei 78 Paesi in cui purtroppo l’omosessualità è ancora punita con la tortura, il carcere e in alcuni casi la pena di morte.

“E grave che l’ambasciata russa si sia rifiutata di ricevere le firme raccolte da Amnesty, gesto reso ancora più preoccupante dal fatto che in Europa solo le ambasciate russe di Spagna e Danimarca hanno accettato le firme.   Vogliamo che il nostro governo prenda una posizione forte contro quello che sta accadendo in Cecenia, come hanno i ministri degli esteri di Spagna, Francia, Germania e altri Paesi europei, perché si tratta di un crimine contro i diritti umani che interessa tutti e tutte. 

Quando si nega l’identità si nega la libertà delle persone, tenendole letteralmente in catene, come è stato rappresentato oggi in piazza. Anche persone eterosessuali sono state probabilmente imprigionate, per il semplice fatto di “non sembrare” etero o avere avuto contatti con altri omosessuali. E’ necessario facilitare l’accoglienza delle persone che tentano la fuga dalla Cecenia attuando la normativa italiana sulla protezione internazionale, che proprio in queste settimana copie 10 anni, e facilitando le richieste d’asilo per chi è perseguitato per reati non previsti dal nostro codice penale. Non ci fermiamo e lo diciamo forte: 
Noi esistiamo! – #我們存在 – #Tunaishi – #Weexist -#мысуществуем! – ‎#‎‎نحن موجودون”

 

 

(6 giugno 2017)




 

 

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