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“Giustappunto!” di Vittorio Lussana: “Il Briatore pensiero? Meglio il socialismo dei Puffi”

di Vittorio Lussana  twitter@vittoriolussana

 

 

 

 

Come commentare a mente fredda le recenti dichiarazioni di Flavio Briatore sui giovani italiani, disoccupati perché “vogliono continuare a mangiare lo spaghetto con la mamma alla domenica”? Forse, è il ragionamento ‘basic’ di un cattolico reazionario. Oppure, siamo di fronte a un pregiudizio bello e buono: quello di una disoccupazione sostanzialmente volontaria. I giovani ormai provengono da un intero decennio di insulti: bamboccioni, ‘choose’, adesso anche ‘spaghettari’. Ma questo tipo di ragionamenti danno pienamente la misura di un Nord italiano che proprio non si capisce come sia riuscito a far soldi, o a raggiungere una posizione di rilievo: in altri tempi, persone che ragionavano così grossolanamente sarebbero finiti a mungere le mucche alle 4 del mattino. Sei milioni di disoccupati ‘volontari’ avrebbe l’Italia: ma come si può sostenere una cosa così assurda, in diretta satellitare e in collegamento nazionale? Quoque tu, Formigli? Non basta Paragone a far ‘casino’ il mercoledì sera? Perché allora non sentire il parere dell’uomo di Neanderthal? E Godzilla? Vogliamo lasciarla lì da sola, nella sua ‘tana’, a covare uova di dinosauro? Questi sì che sono pareri assennati ed equilibrati, quelli che potrebbero darci lo ‘spunto’ per risolvere questioni eccezionali, non ti pare Formigli? Tanto, il mondo ormai va così: questa è la tendenza. Chi ci mettiamo alla Casa Bianca? Un improvvisatore. E a chi vogliamo far vincere le prossime elezioni politiche in Italia? A dei buffoni arroganti guidati da un comico, dai! Persino il dottor Stranamore, nel suo delirio maligno e malato, possedeva una visione lineare e coerente, rispetto a questi qui che vanno in televisione.

La vera filosofia del Nord d’Italia di un tempo era quel cattolicesimo liberaldemocratico di ‘manzoniana memoria’ che ha sempre confidato in valori come la semplicità, l’operosità, l’umiltà. Princìpi che sono esattamente l’opposto rispetto all’arroganza piccolo borghese dei ‘pidocchi arricchiti’. Me lo ha detto, proprio in questi giorni, la Cristina D’Avena, quell’estremista di sinistra che teorizza la dittatura proletaria dei Puffi blu “che sono alti, su per giù, due mele o poco più”: perché non inviti lei a ‘Piazzapulita’, Formigli? Guarda che è meglio lei di Briatore: hai capito, ‘testina’?

 

 

 

 

(18 maggio 2017)

 




 

 

 

 

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