di Giancarlo Grassi
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Sublimi esponenti del M5S di Palermo, quattordici per la precisione, sono indagati dopo che la procura di Palermo ha chiuso l’indagine sulle firme false depositate dai 5 Stelle a sostegno delle candidature per le Comunali del 2012. Tra loro il deputato nazionale Riccardo Nuti, nel 2012 era candidato sindaco, e le parlamentari Giulia Di Vita e Claudia Mannino, tra le più attive sui social nello scannatoio versus PD e nel reclamare l’onestà di cui, è evidente, sono portatrici. Agli indagati il procuratore aggiunto Dino Petralia e Claudia Ferrari contestano la violazione di una legge regionale del 1960 che recepisce il testo unico nazionale in materia elettorale.
Il cancelliere del tribunale Giovanni Scarpello è il tredicesimo indagato, accusato di avere dichiarato il falso quando affermò che le firme erano state apposte in sua presenza firme, quando invece gli sarebbero state consegnate dai 5 Stelle. Risponde del reato in concorso con Francesco Menallo, avvocato ed esponente dei 5 Stelle che consegnò materialmente le firme al pubblico ufficiale per l’autenticazione.
Proprio una bella storiella tutta coerenza ed onestà con centinaia di firme falsificate, ma ciò che importa sono i tweet.
Elezioni pulite, con il MoVimento 5 Stelle https://t.co/fBNFUUZfI6 via @beppe_grillo grande @DalilaNesci!
— Giulia Di Vita (@GiuliaDiVita) 9 febbraio 2017
(9 febbraio 2017)
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