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Il “mondo in streaming” delle firme false a 5 Stelle si avvale della facoltà di non rispondere. Favolosi

giulia-di-vita-04di Giovanna Di Rosa

 

 

 

 

 

Sono quelli che pretendevano lo streaming anche nella stanza da bagno e che ora di fronte alle domande dei magistrati si avvalgono della facoltà di non rispondere: sono i geni del M5S che non hanno falsificato le firme, le hanno solo copiate a volte addirittura inventandosi nomi di persone che piuttosto che firmare una roba a 5Stelle si farebbe impalare. Che grandi qualità l’onestà e la coerenza, vero?

 

Ricorderete l’assuefazione del M5S allo streaming, che veniva brandito come suprema forma di verità soprattutto quando la principessa delle maestrine di periferia Roberta Lombardi, che finalmente era in una posizione che le garantiva un abbigliamento decente, poteva sbugiardare un Bersani già preso a sberle dall’elettorato e dal suo partito. Quando gli incompetenti a 5 Stelle cominciarono a fare casini nelle giunte che governano l’obbligo dello streaming, miracolosamente, sparì. Perché per il M5S gli obblighi devono rispettarli gli altri, per loro, popolo di Eletti al pari degli Elfi (e per fortuna non immortali come questi ultimi), gli obblighi non esistono, ci sono solo complotti. Così che, in nome della purezza della loro razza pentastellata, la setta di impreparati nullafacenti perennemente disoccupati già webmaster o steward del San Paolo, proiettata nell’olimpo politico dalla premiata ditta ora orfana dello scomparso co-fondatore, gli esponenti a 5Stelle – fieri di cambiare la storia, non importa come! – non esitavano a falsificare firme. Firme che, Grillo docet, non erano proprio falsificate, ma copiate. Così come lui non è un pregiudicato evasore condannato per omicidio, ma un perseguitato dalla casta ostile dei politici mafiosi.
Ci sono giornate che danno soddisfazioni: la faccenda delle firme false a 5Stelle ne ha regalata una indimenticabile lo scorso 28 novembre, quando tredici apostoli della Sacra Setta hanno consumato la loro ultima cena, e sono stati indagati per la questione palermitata della firme false che non son false in quanto copiate: tra loro alcuni dei purissimi senza macchia e senza peccato pronti a puntare il dito contro chiunque. Prima della lista Donna Giulia Di Vita, nota per l’inconsistenza politica e per il tempo passato su Twitter a cinguettare incongruenze. Giulia Di Vita è la deputata che nel febbraio del 2015 lanciava fiato alle trombe il sito per denunciare la corruzione (le denunce potevano essere anche anonime, perché con la delazione non si scherza). Con Donna Di Vita di Coerenza Divina anche Mannino, Busalacchi e Nuti – più altri pedoni della complessa schacchiera grillina – che i probiviri puniscono con la sospensione, rei di avere mantenuto un comportamento “suscettibile di pregiudicare l’immagine del Movimento 5 Stelle”.

La coerenza è una cosa seria, è noto a tutti, così che la domanda che ci si pone è se la disgraziata conduzione della Capitale da parte di Sua Maestà delle Funivie Virginia Raggi ugualmente non sia un comportamento similarmente pregiudizievole, anche se va ammesso che Donna Raggi dei Pannolini Lavabili ha almeno il buon gusto di cinguettare scemenze con più parsimonia, e nonostante ciò son grasse risate.

 

Dunque aspettiamo gli sviluppi: nel frattempo possiamo goderci i leaderini scorretti ed incolti che scorrazzano come fanciulli puberali dominati dagli ormoni su ogni mezzo d’informazione, regalando agli incolti a cui si rivolgono le porcate che questi si aspettano, cioè ogni possibile scemenza sul referendum alle porte (al di là della loro posizione sul “No” che non stiamo qui a contestare).

Il M5S ci farà ancora fare grasse risate e le loro (e nostre) disgrazie non sono ancora finite. Essi sono infatti destinati ad implodere tra scandali, frizzi ed incriminazioni. Nel frattempo la classe politica tutta prenda nota e metta in atto l’unica cosa decente che questa banda di improvvisati ha messo in campo: la sospensione per gli esponenti che siano coinvolti in questione giudiziarie e ne imponga l’autosospensione.

 

Detto questo, per rinfrescare la memoria, due parole sui fatti: i pregiati esponenti a 5Stelle delle Firme False, signori Nuti, Mannino e Busalacchi, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere di fronte al procuratore aggiunto Dino Petralia e alla sostituta Claudia Ferrari. I due deputati hanno anche rifiutato di sottoporsi a un saggio grafico per permettere un confronto con le grafie utilizzate sui moduli a supporto della lista 5 stelle di quattro anni fa. Busalacchi, invece, ha accettato di sottoporsi alla prova. I deputati regionali Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, stanno invece collaborando con i magistrati e hanno confessato.

 

 

 

(29 novembre 2016)

 

 

 

 

 

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