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sabato, Ottobre 16, 2021

“Le firme false non sono firme false”, è che le copiano così. Menzogne a 5 Stelle

beppe-grillo-28di Daniele Santi

 

 

 

 

 

“Le firme false non sono false. Sono firme copiate”, nel regno del Grillo significa che chi le ha copiate (falsificandole) non ha commesso nessun reato, tanto più che “in quell’elezione nessuno di quella lista è stato eletto”, quindi non c’è dolo, ma soltanto “stupidità”, perché i 5Stelle “non sono nemmeno capaci di delinquere”. Capito? La menzognera e viscida comunicazione del leader della Setta a 5Stelle, Gran Sacerdote della Propaganda anti-stato, ha trovato l’escamotage alla vicenda della firma false del M5S di Palermo del 2012: secondo Il Furbacchione le firme non sono false perché sono copiate, chi le ha copiate è stupido e quindi incapace di delinquere, ergo tutta la storia è un’invenzione dei poteri forti che odiano a morte i 5Stelle e vogliono farli fuori. Nella strategia grillina non fa una grinza. Ma a Grillo sfugge un particolare: ha implicitamente dichiarato che le firme false ci sono. Con tanti saluti al mito dell’onestà. Ma la sgangherata compagine pentastellata non si ferma lì e prosegue nel suo percorso distruttivo di ogni buon senso, messo già a dura prova dalle televisioni di Berlusconi e dall’allineamento della Rai, con quel poveraccio di Alessandro Di Battista che dichiara che la Costituzione Italiana venne approvata a suffragio universale [sic!] nel 1948, quando invece venne approvata nel 1947, dall’Assemblea Costituente, esattamente il 22 dicembre. La promulgò il capo provvisorio dello stato Enrico De Nicola il 27 dicembre dello stesso anno, pubblicata sull’edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale (n. 298) uscita lo stesso giorno ed entrò in vigore il 1° gennaio del 1948. Parleranno a loro stessi, agli utenti del blog o davvero il loro elettorato crede a ciò che dicono, a qualsiasi cosa dicano? Questi sono i quesiti che più c’inquietano. Assai più delle sgangherate dichiarazioni di Di Battista, delle foto coi fratelli dei camorristi di Di Maio, delle porcate di Grillo. Che se n’era già uscito con la genialata dell’affitto che Bergoglio dovrebbe pagare al Comune di Roma per i Musei Vaticani: che non sono a Roma, ma in territorio straniero: Città del Vaticano, appunto. Parleranno a loro stessi, agli utenti del blog o davvero il loro elettorato crede a ciò che dicono, a qualsiasi cosa dicano? Questi sono i quesiti che più c’inquietano.

 

 

 

(12 novembre 2016)

 

 

 

 

 

 

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