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Un’altra mazzata sulla Legge Antigay ugandese ed una nuova speranza per le vessate, discriminate, violentate e perseguitate persone LGBT del paese. La Corte Costituzionale ha infatti dichiarato illegittimi alcuni articoli della Legge che proibivano alle persone omosessuali di unirsi in associazione e lottare per i loro diritti (articoli mutuati direttamente dalle orrende leggi russe volute da Putin e dai suoi scagnozzi), decidendo a favore della loro incostituzionalità.
La Corte Costituzionale ha accolto il ricorso dello Human Rights Awareness and Promotion Forum (HRAPF), promosso dal direttore esecutivo dell’organizzazione Adrian Jjuuko, che affermava che gli articoli in questioni andavano contro il diritto delle minoranze ad organizzarsi e difendersi, quando discriminate, come invece garantisce la Costituzione dell’Uganda.
Un piccolo passo avanti che fa sperare in un futuro che permetta l’uguaglianza nel paese di tutti i cittadini. Gay, lesbiche, bisessuali e transessuali sono attualmente ferocemente discriminati in Uganda, non solo dalle autorità, ma anche dai cittadini comuni.
(12 novembre 2016)
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