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La legge di stabilità e i controversi esiti sul gioco d’azzardo

slot-parlamentodi Redazione

 

 

 

 

 

 

A fronte di una crescita del numero di slot autorizzate nel nostro paese, si sta assistendo ad una diminuzione dei locali e sale da gioco. Sembrerebbe un controsenso, ma, in realtà, vi è una chiara spiegazione a questo fenomeno.

 

Uno dei principali punti contenuti nella Legge di Stabilità del 2016 era inerente al gioco d’azzardo. Il gambling è attualmente uno dei fenomeni più diffusi tra gli italiani. Secondo  gli ultimi dati, forniti nel maggio del 2016 alla Camera dei deputati, la raccolta del settore Giochi per il 2015 è risultata superiore agli 88 miliardi di euro.

 

Verrebbe quindi, da domandarsi, quali siano stati gli effetti della Legge di Stabilità varata nel dicembre del 2015, che, tra le sue normative, ne conteneva alcune relative al gioco d’azzardo. Ebbene, va detto che, a fronte di una crescita del numero di slot autorizzate nel nostro paese, si sta assistendo ad una diminuzione dei locali e sale da gioco. Sembrerebbe un controsenso, ma, in realtà, vi è una chiara spiegazione a questo fenomeno. Andiamo con ordine.
Il testo Giochi inserito all’interno della Legge di Stabilità ha, infatti, alzato il prelievo dal 12,7% al 17% sulle Awp, e dal 5% al 9% sulle videolottery. Inoltre, ha vietato la pubblicità diretta (tramite tv e radio) e indiretta (sponsorizzazioni, cartelloni) di qualunque forma di gioco con vincita in denaro dalle 7 alle 22. Nonostante ciò, in Italia, il numero di slot è così aumentato di 40mila unità, passando da 378mila a 418mila macchinette.  Come è possibile questo?  Il motivo è semplice e sta in un buco normativo della Legge stessa.

 

Quando fu varata, infatti, la Legge di Stabilità aveva indicato in 378.109 il numero di macchinette cui fare riferimento per la futura riduzione al 30% (ovvero quelle in vigore al 31 luglio 2015) entro il 2019 e aveva precisato che non sarebbero state rilasciate nuove autorizzazioni.  Successivamente il termine è stato spostato al 31 dicembre 2015 stabilendo in 418.210 unità la cifra di slot oltre cui non andare, ma soprattutto, cambiando le carte in tavole su due punti fondamentali: la riduzione delle macchinette è, infatti, stata spostata al 1 gennaio 2017 e inoltre, è stato dichiarato che le concessioni scadute non saranno cancellate. Si è, quindi, assistito ad una corsa alle nuove slot da parte degli esercenti, prima che lo Stato bloccasse tutto. Il tutto, va comunque a vantaggio del governo, che vede gli incassi dell’erario aumentare sensibilmente.

 

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I dati riferiti a slot e a Vlt,  invece, riportano una crescita un po’ ovunque. La più alta si è registrata in Piemonte, +4,4% per un totale di 3,77 miliardi. In Lombardia i dati indicano un +1,7% corrispondente a 10 miliardi e 260 milioni e in Liguria un +1,8%, 1.391 miliardi.

 

Va però, detto, che in molte regioni dove la Legge di Stabilità si sposa con le normative locali, le sale da gioco sono scese. In particolar modo in Lombardia si sta assistendo ad un calo dell’8,7% (da 14.700 a 13.400 esercizi), in Friuli del 6,9%, in Veneto e Trentino del 5,6 (7.667). Il Piemonte e la Valle d’Aosta hanno perso il 5,5% delle sale (6.361) la Liguria il 5% (2.595).

 

La legge di Stabilità ha, quindi, esiti contrastanti sul gioco d’azzardo. Forse è presto per vederne i reali benefici,  forse il tiro va aggiustato ulteriormente. Alcune cifre fanno ben sperare, altre meno. Urgono, quindi, soluzioni diverse.

 

 

 

 

 

 

(20 settembre 2016)

 

 

 

 

 

 

 

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