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L’Egitto congela i beni ed i conti correnti di ONG e attivisti per i diritti umani

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Un comunicato stampa di Amnesty international Italia rende noto che il 17 settembre al Cairo il tribunale di Zeinhom ha ordinato il congelamento dei conti bancari di un gruppo di noti attivisti e avvocati per i diritti umani insieme al blocco dei conti di tre organizzazioni non governative. L’accusa, sulla base di un’inchiesta politicamente motivata che va avanti dal giugno 2011, è di aver usato finanziamenti esteri per “scopi illegali”.

Le persone colpite dal provvedimento sono Hossam Bahgat, giornalista investigativo e fondatore dell’Iniziativa egiziana per i diritti della persona; Gamal Eid, fondatore della Rete araba d’informazione sui diritti umani; Bahey el-Din Hassan, fondatore e direttore dell’Istituto del Cairo per gli studi sui diritti umani; Mostafa al-Hassan, direttore del Centro legale Hisham Mubarak; e Abdel Hafez Tayel, direttore del Centro egiziano per il diritto all’istruzione. Se giudicati colpevoli dei reati per i quali sono stati congelati i loro conti bancari, gli imputati rischiano persino una condanna all’ergastolo (automaticamente commutata a 25 anni).
I conti bancari congelati sono invece quelli dell’Istituto del Cairo per gli studi sui diritti umani, del Centro legale Hisham Mubarak e del Centro egiziano per il diritto all’istruzione. Nella sentenza non si fa menzione della sorte dei conti bancari dell’Iniziativa egiziana per i diritti della persona e della Rete araba d’informazione sui diritti umani. Il tribunale non ha accolto la richiesta di congelare i conti bancari anche dei familiari degli imputati.

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Secondo le informazioni rese note dal comunicato di Amnesty, tra gli scopi illegali” da perseguire mediante i finanziamenti esteri vi sarebbero, secondo la magistratura egiziana, lo svolgimento di attività dannose per gli interessi nazionali, la destabilizzazione della pace e la minaccia alla sicurezza e all’ordine pubblico.

Amnesty International ha giudicato la sentenza “un altro duro colpo inferto alla società civile egiziana“. Tutto ciò che hanno fatto le persone e le organizzazioni non governative sotto inchiesta è di aver svolto attività in difesa dei diritti umani.

 

 

 

 

 

 

(19 settembre 2016)

 

 

 

 

 

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