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L’evento era privato, non pubblico, forse l’unico modo che le persone LGBT ugandesi avevano pre celebrare comunque il Gay Pride in un paese dove regna l’omofobia di stato e la Polizia fa più o meno quello che vuole con la vita delle persone LGBT. Le cose sono andate come ci si poteva aspettare: la Polizia ha infatti assaltato la manifestazione durante la serata di Mr. & Miss Pride Uganda ed ha pestato i presenti, ha arrestato almeno 25 persone persone e – dicono alcune notizie non confermate – e abusato di alcune altre. Una transessuale presa dal panico si è gettata dal quarto piano per sguffire alla Polizia ed è morta. Gli arrestati sono stati accusati di associazione non autorizzata, anche se le associazioni organizzatrici invece confermano che tutti i permessi erano stati rilasciati. Secondo un post su Twitter la Polizia avrebbe agito “come agiscono i terroristi”, prendendo addirittura a pugni una giornalista straniera, ma non ci sono conferme ufficiali, ed avrebbero costretto due arrestati a mostrare i loro volti ai giornalisti affinché potessero essere fotografati e sbattuti in prima pagina. Gli arrestati sarebbero stati tutti rilasciati. La legge coloniale che imprigiona a vita chi è colpevole [sic] di rapporti omosessuali è ancora in vigore, dopo che la Corte Costituzionale ha invalidato la Legge Antigay di Museveni votata alla Camera senza il numero legale.
(9 agosto 2016)
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