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La giunta Appendino e la promozione della dieta vegana dell’assessora Giannuzzi

L'assessora a 5 Stelle Stefania Giannuzzi

L’assessora a 5 Stelle Stefania Giannuzzi

di Giovanna Di Rosa

 

 

 

 

 

 

 

 

Uno degli obbiettivi primari della giunta Appendino, apprendiamo dalla stampa nazionale e da una confusa ed imbarazzante (per chi ascoltava) telefonata dell’assessora Giannuzzi a Radio24 del 20 luglio scorso, sarà “La promozione della dieta vegana e vegetariana sul territorio comunale come atto fondamentale per salvaguardare l’ambiente, la salute e gli animali”, così come compare nel documento “Programma di governo per la Città di Torino 2016-2021” che la prima seduta del consiglio comunale torinese ha già approvato. Posto che come rivoluzione ci sembra un po’ poco, lo dice una vegetariana, la cosa che inquieta è la dichiarazione dell’assessora Giannuzzi che ci informa di essere “vegetariana da 20 anni”. La risposta è, ci scuserà la stimata assessora pentastelluta, “Chi se ne frega se Lei è vegetariana da vent’anni”, perché se la decisione politica, più che condivisibile, di promozione di un’alimentazione più sana, con minor consumo di carne, che sta alla base della scelta della giunta, è basata su un scelta privata dell’Assessora allora ricaschiamo nel vizio tutto italiano de “gli altri devono fare una cosa perché la faccio io” della quale, M5S o no, non si sente proprio il bisogno.

 

Inquietante è stata anche l’intervista rilasciata in diretta telefonica a Simone Spetia all’interno del programma di @Radio24 “Effetto Giorno” nel quale la stimata Giannuzzi ha regalato, come fa ogni amministratore a 5Stelle, una serie di castronerie irripetibili finendo per confondere le acque senza rispondere a nessuna delle precise domande del conduttore della radio di Confindustria.

 

Giannuzzi ha parlato di “sensibilizzare i cittadini”, ha parlato di “raccolta differenziata”, ha parlato di avanguardia torinese perché “Torino è la città con più ristoranti veg”, ha parlato di “eventi” e alla domanda di quale tipo di eventi voglia organizzare ha parlato di “avere già delle idee”, di collaborazioni con “associazioni e cooperative”, di continuare “con l’ascolto”, insomma il nulla. “Ascoltare le associazioni” è un’altra delle innovazioni possibili. Poi ha blaterato di Fao, di accordi di Parigi, continuando a non dire nulla.

Perché non dice nulla? Perché non dire nulla è il miglior modo per non dovere giustificare nulla. Che è la cosa dei 5Stelle che più troviamo agghiacciante.

Alla precisa affermazione del conduttore: “L’impatto ambientale della produzione di carne di pollo è inferiore a quella della produzione della frutta”, Giannuzzi si è poi arenata ed ha dovuto arrampicarsi sul “Ma… eeeehhh… Io… ehhhhh, in ogni caso” e via vuoto pneumatico (trovate qui il podcast).  Sul perché alla promozione della dieta vegana, oltre a quella vegetariana, l’Assessora di Appendino ha rispost: “Mahhhh… eeeeehhhh… ehhhhh” e poi si è lanciata nel finale “Perché entrambe possono contribuire a diminuire l’impatto ambientale”, gettandosi quindi a peso morto sulle città europee che portano “avanti una cultura di questo tipo”. Quanto investiranno? “Mah… adesso dobbiamo… Diciamo che adesso… Vedremo… Ne abbiamo parlato… Ma adesso dobbiamo pensare al problema della qualità dell’aria” e via bla bla bla…

 

Un’occasione persa, un’altra, per spiegare le cose con parole comprensibili senza ciarle inutili.

 

 

 

 

 

 

 

 

(21 luglio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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