di Giovanna Di Rosa
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →
Alla splendida coppia Speranza-Cuperlo la direzione nazionale Pd dello scorso 4 luglio ha regalato un nuovo primato: sono l’unica forza di minoranza all’interno di un partito che è riuscita ad essere minoranza anche dentro la minoranza che rappresenta. Di fronte a tanta intelligenza politica, a sì profonda capacità di rappresentanza, i due sono riusciti a parlare di “racconto” del paese, perché alla sinistra ex comunista piace tanto parlar colto, e a dare a Renzi lezioni su come tenere insieme il partito.
La strana coppia è riuscita a presentare una mozione dove si chiedeva, al partito che ha votato a stragrandissima maggioranza per la riforma costituzionale che andremo a votare ad ottobre, di permettere al “No” di avere uguali cittadinanza all’interno della strategia del Pd, come se fosse una cosa che non suona a chiunque come una bestialità. Loro no. Loro hanno dalla loro parte il sofismo. Loro sono intelligenti. Loro, soprattutto, sono contro Renzi e quindi sono nel giusto. Raramente abbiamo visto, nel corso degli anni nei quali ci siamo occupati di politica come osservatori, tanta stupidità e protervia nel dichiarare che la stupidità è genio, come nel caso dell’attuale minoranza Pd, completamente oscurata dal rancore e del livore, incapace di metabolizzare la sconfitta che risale ormai a tre anni fa, incapace di accettare che qualcuno che ha dimostrato capacità non comuni – scalare un partito non è affatto facile, gestire un momento politico come questo lo è ancora meno e incapaci, infine, persino di decidere di abbandonare la barca ed andarsene a formare un altro partito.
Perché, parliamoci chiaro, qualcuno li voterebbe Speranza, Bersani, Cuperlo, Pollastrini e compagnia? Pensano davvero di potere fare meglio del misero 4% dell’ex Pd Stefano Fassina che ha clamorosamente fallito alle ultime amministrative? Li aspettiamo al varco. Per il momento dobbiamo, anche noi commentatori, fare i conti con il fatto che esiste una minoranza, dentro la minoranza di un partito, che ciò che vuole è dettare legge al paese: senza proposte, senza direzione, senza idee, e soprattutto, senza voti.
(5 luglio 2016)
©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata

