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Donna Raggi dei Miracoli: il Vaticano e le poltrone, e Roma può aspettare

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Virginia Raggi 13 piangentedi Il Capo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Donna Raggi dei Miracoli non ha ancora licenziato la giunta, quella giunta che avrebbe dovuto presentare prima in campagna elettorale, poi subito dopo, poi chissà quando, poi il 7 luglio, insomma forse quando la Casaleggio & Associati – che le ha fatto firmare una fidejussione da 150mila euro immediatamente escutibile qualora Donna Raggi dei Miracoli, già delle Funivie, non stia ai patti stabiliti – lo decida. La prima Sindaca telecomandata della storia di Roma ha comunque già operato azioni politiche di indiscutibile valore recandosi prima in pellegrinaggio in Vaticano per una questione di porte sante delle quali non siamo particolarmente esperti, noi che siam peccatori e quasi sempre di peccati mortali, poi recandosi in Vaticano per un incontro col papa argentino, dato che il buon vicinato è di vitale importanza. E a Roma i Palazzi so’ quartieri.

 

La Giunta? Nulla è dato sapere se non la questione legata al Capo di Gabinetto, miracolosamente trasformato in colui che dà l’indirizzo politico sotto stretto controllo fiduciario della Sindaca, a sua volta sotto stretto controllo fidejussorio, controllata a vista da Roberta Lombardi del pregiato Comitato di Controllo (o anche Ufficio Epurazioni) della pregiata ditta a 5Stelle. La Giunta? Non avrebbero mai potuto, i signori tutti coherentia et honestate, presentare il loro scannatoio per una poltrona in campagna elettorale: avrebbero rischiato di rovinarea l’immagine vincente della prima Sindaca telecomandata della storia di Roma. Meglio almeno vincerne una di elezioni, perché poi chi ci vota più.

 

Rispetto alla Giunta, dice Roberto Giachetti: “La Sindaca ha dapprima annunciato che l’avrebbe fatto (il presentare la Giunta in campagna elettorale, ndr) anche lei, poi ha spostato l’annuncio al secondo turno, e oggi ancora siamo in piena confusione, mentre si svolge una lotta per faide interne da cui traspare una scarsa cultura istituzionale“.

 

Così che tra Vaticano e poltrone, Roma può attendere. Nel silenzio della Sindaca dei Miracoli che intanto gode della sua fascia tricolore sul tailleur (che il tricolore tanto dona, dio come stai bene!), fa discorsi su Bud Spencer, visto che il populismo alimenta il voto e l’attore scomparso era amatissimo a Roma, e di nulla parla se non via Twitter dove, dal suo account, lancia messaggi di profonda pregnanza politica dopo essersi fatta fotografare piangente nel momento dell’insediamento. Che son sensibili.

 

 

Del resto quando sei la Sindaca dei Miracoli, non ti resta che aggrapparti ai santi. Speriamo non faccia lo stesso quando ci sarà da rinegoziare, ad esempio, il debito di Roma con le banche. Un debito che fa tremare i polsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

(1 luglio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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