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Il disprezzo non ha prezzo

Brexit 02di Carlo Vannini

 

 

 

 

 

 

 

 

I tafazzisti dell’anticomunismo un tanto al chilo, gli ipercinici per i cavoli loro cioè (dotati di consistenti conti bancari), i fautori rincitrulliti degli intrighi internazionali dei Poteri Forti (salvo farne in-consapevolmente parte), i razzisti a tempo così pieno che adorano gli sbarchi di cadaveri sulle spiagge siciliane, gli omofobi con casa nelle Filippine, insomma il peggio del peggio della dirigenza populista del nostro paese strilla al cielo della Brexit come una squadra di papere organizzate.

 

E ne hanno ragione: perché con la Brexit inizia quel percorso politico abusato, disumano, spietato, crudele, per cui si disattiva la democrazia liberale per far emergere una società postmoderna, di stampo medioevale, nella quale si affermerà compiutamente la loro unica (si fa per dire) dote: l’odio puro e semplice nei confronti di chi non la pensa come loro, come la setta in cui sono infognati ed infoibati. Pensate solo a che Potere hanno espresso: dopo 1000 anni sono riusciti nell’impresa in cui hanno fallito quei delinquenti seriali di Napoleone, Mussolini e Hitler, hanno distrutto la patria, dopo Atene e prima della Rivoluzione Francese, prima della democrazia. Il Parlamento inglese nasce, udite udite, nel 1200 e poi con Enrico VII e il suo Primo Ministro si trasforma a tutti gli effetti in uno strumento di vera ed efficace democrazia. Ora che l’Inghilterra abbia anche molto peccato è un dato di fatto, basta pensare all’imperialismo ottocentesco, ma, insomma, ci ha dato tanto anche a noi Italiani, prima aiutandoci a fare l’Italia, ed aiutandoci a liberarci dal gioco della dittatura poi, sempre con il sangue dei propri figli.

 

Pazienza. Anzi no, nessuna pazienza. Li dobbiamo combattere, i dirigenti populisti, ogni ora e ogni giorno con ogni mezzo a disposizione: lo dobbiamo alle nostre famiglie, alle nostre comunità, al nostro Paese. Questi ci vogliono trasformare in villaggi medioevali in cui ci si scambiano uova con fasci di legna, in cui  l Palazzo del Principe sul colle controllerà ogni aspetto della vita dei nostri nipoti in uno squallido suq.

 

Scenari troppo foschi? Può essere. Ma ricordiamoci che ogni periodo buio per l’umanità è iniziato sempre così, con l’azzeramento delle nazioni, con la distruzione dello spirito comunitario e con l’instaurazione di dittature subculturali il cui rapporto costo beneficio è semplicemente riassumibile nei dati: morti a non finire, distruzioni ambientali, scomparsa e migrazione di popoli e razze.

 

Segue appello regolamentare (scusate, ma è come le medicine contro il cancro, non se ne può fare a meno, in questo caso poi vediamo di che razza di camcro stiamo parlando) ai Riformisti, quelli veri, gli altri non li vogliamo: diamo addosso ai Gomblotti dei dirigenti Populisti, di quelli che dicono, combiando opinione ogni secondo, al Popolo ciò che esso vuol sentire.

 

Vabbè, voi direte, ma se cambiano sempre discorso come si fa a riconoscerli e sputtanarli? Niente di più facile, hanno due caratteristiche che non si possono ignorare:

 

 

  • sono persone odiose che, quando parlano, nella violenza verbale, nello smodato e brutale linguaggio del corpo. Si vede da lontano che ODIANO;
  • non hanno mai lavorato un’ora nella loro vita, cioè non hanno mai fatto un cazzo di professione, di arte, di mestiere, che vogliono continuare a NON fare.

 

Non la faccio più lunga. C’è di mezzo il futuro dei nostri figli e nepoti. Diamoci da fare, organizziamo i Comitati per il NO al populismo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(24 giugno 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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