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Incapaci buffoni ed italiani creduloni in un paese imputtanito (ultima parte)

Populismo 01di Daniele Santi

 

 

 

 

 

 

 

 

Secondo un demenziale commento postato a margine di un nostro articolo sulle elezioni amministrative ultime scorse “voi del PD” (cioè “noi del Pd”, noi?!?!?), “dovreste” (dovremmo…) “continuare a discutere nei salotti” (si presume quelli bene, quelli radical-chic, dai quali stiamo il più possibile alla larga, e chi ci conosce lo sa) mentre “noi”, il riferimento a chi è chiaro, “vinciamo le elezioni”.

Buon pro vi faccia. A voi ed al paese dove tutti viviamo.

I creduloni che vivono in questo paese imputtanito, arrivano a tanto. A considerare chi è dichiaratamente contro la maniera di fare politica del M5S, e non contro LE loro politiche per partito preso, un frequentatore dei “salotti” (salotti Madama La Marchesa? Ma lo vada a prendere in quel posto!), insomma un radical-chic, insomma un lobbista, insomma un amico dei soliti noti, insomma tutto in contrario di ciò che da queste parti si è. Non è mai piacevole citarsi, ma se certuni leggessero prima di commentare, magari capirebbero anche cosa la gente scrive. Invece si fermano al titolo. Perché la loro intuizione diabolica, vent’anni di governo Berlusconi stanno lì a testimoniarlo, li fa arrivare molto più in là della comprensione. Basterebbe che leggessero ciò che scriviamo del Pd, ma fino a tanto non ci arrivano. Pensano forse che se Fassina, o Bersani, o Renzi, facessero le stesse cose di coloro che critichiamo ce ne staremmo zitti? Se lo pensano, sbagliano di grosso. Volete credere alle panzane di Grillo. Non abbiamo nulla in contrario. Ciò che ci disturba è essere insultati perché lo critichiamo. Questo è fascismo. O almeno lo era. Adesso è esprimere sommessamente un’opinione… I’m here to tell you!

 

Purtroppo per loro, i creduloni, continuiamo ad essere della stessa opinione (e le prime dichiarazioni pubbliche dei neoeletti, non solo a 5 Stelle, ce lo confermano): queste elezioni sono state il trionfo di buffoni inconsistenti che nulla hanno fatto, nulla hanno detto, e nulla manterranno. Perché nulla hanno proposto. E l’Italia si è confermata paese di creduloni e di estremisti urlanti dove bande di incapaci buffoni scorrazzano liberamente seminando il panico negli intelletti evoluti, certi che, qualora male gliene incorra, avranno sempre un 20% di elettori pronti a gettarsi tra le loro braccia.  Una persona che stimiamo molto pubblicava recentemente sul suo profilo Twitter la frase: “Oggi un europeo che si rispetti deve essere insurrezionalista, anarchico e no global”, saremmo tentati di aggiungere che l’Italiano aggiunge anche tanta faciloneria non richiesta, ma non vogliamo esagerare. Il credulone, per definizione, ha bisogno di credere in qualcosa fuori di sé. E deve crederci ad un punto tale da non poterne ragionare freddamente altrimenti la sua vita, d’improvviso vuota, rischierebbe di sgretolarsi…

 

Dispiace citarsi, ma la nostra Mila Mercadante in un bell’articolo nella sua rubrica #Visioni, che abbiamo il piacere e l’onore di ospitare sul nostro giornale, mentre sottolinea le debolezze del sistema politico mondiale (e quindi di quello del nostro paese), si riferisce ai media italiani scrivendo che tra non molto smetteranno di considerare il M5S un partito populista, una parola che di questi tempi per i cittadini significa semplicemente “speranza”, e si accorgeranno che esso è in grado di rispondere con maggiore efficacia alle esigenze del nuovo “fascismo”. Ciò che ci chiediamo, nel terzo ed ultimo episodio della nostra saga “Incapaci buffoni ed italiani creduloni in un paese imputtanito”, dove finiranno, a chi guarderanno, cosa penseranno e soprattutto con che coraggio penseranno, guarderanno e finiranno da qualche parte, coloro i quali, negli ultimi vent’anni, hanno creduto regolarmente a colui (coloro) che la sparavano più grossa, più impossibile, più ridicola, più incredibile, soltanto perché la sparava meglio degli altri e se sono in grado di riconoscerli, i segnali di questo “nuovo fascismo” che sono visibili da ogni dove.

Quando in un paese si vota soltanto con le parti basse, credeteci, non si va da nessuna parte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(22 giugno 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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