di Filomena Filippetti
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E’ stato un grandissimo uomo e, per una volta, non è retorica. Muhammad Alì, nato come Cassius Clay, uno dei più grandi pugili di sempre, era un uomo tutto d’un pezzo che seppe dire “No”, solo, agli Stati Uniti rifiutandosi di far parte del massacro in Vietnam e dedicando la sua vita e la sua voce che gridava per la giustizia ai diritti di tutti, nonostante la sua posizione personale ed economica gli consentisse di vivere agiatamente e, volendo, distaccato dagli affari del mondo dei meno fortunati. Convertito all’Islam da decenni, non violento, intelligente, acuto, è stato un uomo dalle qualità non comuni. Solo il Parkinson, contro il quale lottava da decenni, lo ha fermato all’età di 74 anni in un ospedale di Phoenix dove era stato ricoverato un paio di giorni fa.
Da oggi il mondo è meno interessante.
(4 giugno 2016)
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