di Gaiaitalia.com
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Lo scorso 29 maggio i boia sauditi hanno condannato Abdulaziz al-Shubaily, uno dei fondatori dell’Associazione saudita per i diritti civili e politici (Acpra), a otto anni di carcere per vari reati tra i quali ci sarebbe stato quello di essere stato in contatto con organizzazioni straniere e di avere fornito informazioni ad Amnesty International, informazioni che l’ong ha utilizzato in due rapporti sulle violazioni dei diritti umani nella dittatura Saudita.
La dittatura saudita si è così liberata anche dell’ultimo dei fondatori dell’Acpra ancora a piede libero che, se la condanna sarà confermata in appello, finirà in carcere come tutti gli altri fondatori dell’organizzazione processati ad uno ad uno dalla dittatura saudita e tutti in carcere. Siccome l’Arabia Saudita ai suoi sudditi non fa mancare nulla, nemmeno le pene aggiuntive, così che Abdulaziz al-Shubaily non potrà lasciare il paese né scrivere sui social media per otto anni .
L’Acpra è stata chiusa tre anni fa e da allora le autorità saudite hanno arrestato e processato uno a uno tutti i fondatori. Al-Shubaily è stato il rappresentante legale di nove di essi ed era già stato ammonito più volte dalle autorità dal 2013 a cessare ogni attività in favore dei diritti umani.
(3 giugno 2016)
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