di Giovanna Di Rosa
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →
Vladimir Luxuria, intervistata da Radio Cusano Campus nella mattinata del 26 maggio, ha reso noto alcune delle iniziative previste per il 15° anno del Gay Village romano che aprirà il 1° giugno prossimo: tra le tante novità (oltre ad una serie di Lectio Magistralis, una delle quali tenuta da Fabio Canino, la qual cosa si commenta da sé) la direttrice artistica Luxuria aveva invitato alla kermesse romana Stefano Fassina, Roberto Giachetti e Virginia Raggi i tre candidati romani che, contrariamente a Marchini e Meloni, non si sono mai pregiudizialmente schierati contro le Unioni Civili con dichiarazioni mendaci e populiste, affinché i tre si confrontassero con la comunità LGBTQI romana. Luxuria ha dovuto fare i conti con il fatto che “Virginia Raggi purtroppo ha declinato l’invito. Lei dice che aveva altri impegni, ma secondo me il motivo è un altro. Lei sta già facendo l’occhiolino agli elettori di destra”, alla serata parteciperanno quindi solo Stefano Fassina e Roberto Giachetti.
Donna Raggi si conferma così la candidata ideale per la piccola borghesia di destra della Roma che si sente qualcuno, l’ignorante e populista piccola borghesia che si informa sui social network, veste finto-firmato grazie alle bancarelle clandestine che poi denuncia a gran voce e si indigna ogni mattina per avere la faccia della piccola borghesia incazzata quando esce di casa. Di quella borghesia piccola piccola Donna Raggi dal capello sciolto e l’impostata voce tipo radio anni ’70 vuole evidentemente essere rappresentante. Del resto se avesse accettato l’invito di Luxuria avrebbe dovuto dare risposte, che non può dare perché non comanda lei, scontrarsi con la furiosa comunità gay e lesbica dopo la questione delle Unioni Civili trombate da quel genio di Airola e chiedere il permesso a Grillo. Tutto insieme. Poi il tempo per la piega al capello dove lo trovava?
(26 maggio 2016)
©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata
