di Vittorio Lussana twitter@vittoriolussana
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Paradossalmente, vengo a chiedere ai cari amici del mondo LGBT di far finta di non aver nemmeno ascoltato la ‘boutade’ del candidato sindaco di Roma, Alfio Marchini, in merito alla sua volontà di non applicare, nel caso diventasse primo cittadino della capitale, la nuova normativa sulle Unioni civili, approvata alla Camera dei deputati e di ormai prossima promulgazione. Si tratta, infatti, di un’evidente strumentalizzazione elettorale, tesa ad assicurarsi il voto del mondo cattolico e di altri variegati ambienti di ‘minorati’, poiché tali sono da considerare i cari ‘moderati’ italiani. Assai più ‘schietta’, a questo punto, la simpatica Giorgina Meloni, la quale, pur non condividendo la ‘legge Cirinnà’ in termini di principio, si è detta pronta a rispettarla in quanto norma dello Stato. Infine, intorno alla questione di fiducia posta dal Governo al termine del processo di approvazione legislativa della nuova ‘formazione sociale specifica’, stavolta l’esecutivo ha avuto pienamente ragione, sia nel metodo, sia nel merito: inutile continuare a ‘cincischiare’ ulteriormente. Un ‘passo’ in avanti, finalmente, l’Italia è riuscita a compierlo. Faticosamente, ma ce l’ha fatta. Si consiglia, pertanto, di non mettere ulteriormente alla prova la pazienza e la capacità di dialogo del mondo laico-progressista. Mutismo e rassegnazione, dunque: non siamo di fronte ai ‘manganelli’ di Mussolini, ma a una normale e democratica volontà repubblicana.
(11 maggio 2016)
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